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Il percorso


La GTE si può percorrere in 4 o più giorni ma alcuni la completano in 2 o 3 giorni. Si va da un’estremità all’altra dell’isola, da oriente ad occidente, dalle terre del ferro a quelle del granito. Unico nel suo genere, il cammino si snoda sui crinali tra panorami mozzafiato, inebrianti profumi e spettacolari fioriture della macchia mediterranea. Si compie un viaggio indietro nel tempo sulle tracce dei popoli che si contesero per millenni un territorio strategico per i traffici marittimi scoprendo uno scrigno di biodiversità e geodiversità che regala ad ogni passo un’emozione diversa. Il tracciato può essere personalizzato con diverse varianti. Di seguito la descrizione del percorso suddiviso in 4 tappe con partenza da Cavo, sosta per il pernottamento a Porto Azzurro e Procchio e arrivo a Pomonte o Patresi.

 

TAPPA 1. Cavo – Porto Azzurro

Lunghezza: 18,8 km

Dislivello in salita : 931 m

Dislivello in discesa: 930 m

Tempo medio di percorrenza stimato: 8 ore

Distanza in salita: 9,2 km

Distanza in discesa: 8,9 km

Altitudine massima: 515 m s.l.m. (Cima del Monte)

Si parte da Cavo. Dopo un primo tratto all’ombra di una lecceta, si sale sul crinale percorrendo da nord a sud la dorsale montuosa dell’Elba orientale. Il panorama riempie l’anima. Lo sguardo spazia a 360° : dalla costa toscana alle altre isole dell’Arcipelago fino alla Corsica. L’ambiente ha un fascino particolare e, pur essendo roccioso, rappresenta l’habitat ideale per alcune rarità botaniche. La vista si appaga di magnifici colori dal verde dei cisti marini con le loro candide fioriture al blu del mare, fino alle rocce rossastre. Siamo nel versante minerario, conosciuto in tutto il mondo per i suoi giacimenti di rocce ferrose, sfruttate da millenni, e per gli strabilianti minerali, esposti nelle più prestigiose collezioni museali. Raggiunta la massima quota a Cima del Monte che domina la Fortezza del Volterraio, uno dei simboli dell’isola, inizia la discesa fino a Porto Azzurro.

Descrizione del percorso: Il sentiero si imbocca al Cavo dalla Circonvallazione Faleria. Dopo circa 700 m si giunge al trivio da cui parte la breve via che conduce al Mausoleo Tonietti e il sentiero n. 260. Successivamente il tracciato sale lentamente di quota fino ai 344 m del panoramico Monte Grosso, sul quale fu costruito nella Seconda Guerra Mondiale una stazione semaforica, adibita adesso a civile abitazione. Da qui si percorre la discesa fino a lambire la strada provinciale n. 33 della Parata. La via fiancheggia, con un piacevole saliscendi ombreggiato, il Fosso del Vignolo e incrocia più avanti la strada per Nisporto alla sella dell’ Aia di Cacio, dove hanno origine i sentieri n. 201 e 202. Con una breve deviazione dall’itinerario si può imboccare la strada asfaltata verso Rio Elba per visitare l’Orto dei Semplici Elbano al quale si accede mediante il sentiero n. 203. Attraversata la strada, la GTE prosegue ripida, il piano di calpestio diviene pietroso, passa da Monte Strega (426 m) e Monte Capannello (405 m) , fino ad arrivare a Le Panche (326 m ) dove il panorama spazia sull’Elba Occidentale con il Castello del Volterraio e il Golfo di Portoferraio in primo piano. In località Le Panche il tracciato incrocia la strada provinciale n. 32 del Volterraio inerpicandosi sul crinale, fino a Cima del Monte (515 m). In questo tratto l’itinerario è panoramico, lo sguardo spazia fino alle 2 linee di costa da entrambi i lati dello spartiacque. Dopo poco la via incrocia il sentiero n. 205, di livello EE (escursionisti esperti), che conduce al suggestivo Santuario della Madonna di Monserrato. Da qui, dopo circa 1200 m, il sentiero n. 210, scivolando tra i vigneti, raggiungere Porto Azzurro in 30 minuti.

GTE monte strega 1920

 

 TAPPA 2. Porto Azzurro-Procchio

Lunghezza: 19,3 km

Dislivello in salita : 607 m

Dislivello in discesa: 603  m

Tempo medio di percorrenza stimato: 6 ore

Distanza in salita:  10 km

Distanza in discesa: 9,3 km

Altitudine massima: 287 m s.l.m. (nei pressi di Monte Orello)

Questa tappa, pur essendo la più lunga, è anche la più agevole. Si attraversa infatti la parte centrale dell’isola seguendo, per lunghi tratti, comode strade sterrate pianeggianti. I pendii della zona sono dolci e degradano a valle nelle poche aree prive di rilievi e adatte alle colture agricole. Si passa dal regno del ferro a quello del granito con alcuni scorci panoramici: a nord i golfi di Procchio e di Portoferraio con la città fortificata adagiata lungo il mare; a sud quelli di Lacona e del Golfo Stella. La via ripercorre in gran parte una strada militare, testimonianza storica della Seconda Guerra Mondiale. Ai lati si può osservare una bella lecceta, il bosco tipico del bacino del Mar Mediterraneo, che un tempo ammantava tutta l’isola. Poi i tagli sistematici, effettuati fin dal tempo degli Antichi Romani per alimentare le fornaci per la riduzione del ferro, hanno modificato il paesaggio.

Descrizione del percorso: la seconda tappa presenta un piano di calpestio ampio con dislivelli meno impegnativi rispetto alle altre tappe. Il tracciato attraversa l’entroterra della zona centrale, rispetto alla tappa precedente la direzione di marcia cambia, si procede verso ovest. Dopo aver percorso poco più di 3 km dal bivio con il sentiero n. 210, si attraversa la strada provinciale n. 26 per poi salire nei pressi di Monte Orello (376 m), punto panoramico raggiungibile con una breve deviazione. In seguito la via lambisce la cava di Colle Reciso, si innesta per 200 m su una strada asfaltata ove si trova il bivio con il sentiero n. 266 che prosegue verso Portoferraio, imbocca un’ampia ex strada militare immersa in una rigogliosa Macchia Mediterranea. Il tracciato, mantenendosi alla medesima quota, incrocia poi il sentiero n. 221 per la Villa Napoleonica di San Martino e, a distanza di 1500 m, le due estremità del breve sentiero n. 214. Il secondo incrocio con il sentiero n. 214 coincide con un quadrivio. Da qui il sentiero imbocca una discesa e si sovrappone per circa 500 m al sentiero n. 248, fino al bivio con il sentiero n. 244 che correndo parallelo giunge, come la GTE, al Colle di Procchio, ubicato nelle immediate vicinanze del paese omonimo.

GTE Strada San Martino 4 1920

 

  TAPPA 3. Procchio-Poggio

Lunghezza: 12 km

Dislivello in salita : 921 m

Dislivello in discesa: 589 m

Tempo medio di percorrenza stimato: 5 ore

Distanza in salita: 7 km

Distanza in discesa: 5 km

Altitudine massima: 824 m s.l.m. (bivio GTE Nord-GTE Sud)

Subito dopo la partenza da Procchio si inizia a salire sul massiccio granodioritico del Monte Capanne. Una sorta di isola nell’isola, una montagna in mezzo al mare, il cuore verde e selvaggio del Parco Nazionale. Arrivati al Monte Perone, dopo avere affrontato la salita più impegnativa di tutta la GTE, il tracciato coincide con il Santuario delle farfalle “Ornella Casnati”, dove, grazie a particolari condizioni ambientali, è presente una straordinaria varietà di lepidotteri. Giunti sul crinale il panorama è magnifico.  La maggior altitudine  raggiunta, unita alla diversa origine geologica, influenzano la vegetazione con la comparsa di alberi adatti al clima montano come il Tasso e più avanti il Castagno. Lungo il percorso si può anche ammirare come l’azione incessante degli agenti atmosferici abbia scolpito la dura roccia creando forme bizzarre e spettacolari accumuli di lastre granitiche.

Descrizione del percorso: il tracciato si inerpica dalla Strada Provinciale n. 25 fino a Monte Castello (226 m), dove si possono ammirare il panorama sul Golfo di Campo, le rovine di un’importante fortezza etrusca nascoste tra la vegetazione e una postazione militare della Seconda Guerra Mondiale. La via, prima di innestarsi su una carrareccia, attraversa una zona in cui la vegetazione si sviluppa sopra il sentiero formando un “tunnel”. A breve distanza si trova l’incrocio con il sentierio n. 180 per Poggio e, dopo circa 500 m, con il sentiero n. 121 per Sant’Ilario. Da qui la GTE abbandona la strada sterrata e si inerpica fino al Monte Perone (630 m) dove si trova il sentiero per non vedenti n. 122, dopo aver incrociato i sentieri n. 117 e 169. Si tratta di circa 1700 m di salita con un dislivello di circa 400 m. Attraversata la strada provinciale n. 37 del Perone il tracciato si innesta nel Santuario delle farfalle, con il quale coincide per circa 2 km.In questo tratto si trova il bivio con il sentiero n. 107 per San Piero e con il sentiero n. 100, di livello EEA (escursionisti esperti attrezzati), oltre al punto panoramico di Monte Maolo (749 m) , dove lo sguardo può spaziare a settentrione sulla costa nord occidentale dell’Elba e l’isola di Capraia, a meridione sul Golfo di Campo e le isole di Montecristo e Giglio a est sull’Elba orientale.A circa 1500 m da Monte Maolo la GTE giunge sotto i contrafforti del Monte Capanne dove si biforca in due rami: uno conduce a Patresi, l’altro a Pomonte. Per raggiungere la meta della terza tappa si segue il ramo di Patresi per circa 1300 m fino ad imboccare il sentiero n. 105 che, con una ripida discesa, conduce a Poggio. Complessivamente, escludendo i sentieri di raccordo con Porto Azzurro, Procchio e Poggio, la GTE fino alla biforcazione misura circa 42 km e sono necessarie circa 16 ore per percorrerla.

GTE monte maolo farfalle5 1920x1280

 

TAPPA 4 Nord. Poggio-Patresi

Lunghezza: 15,2 km

Dislivello in salita : 799 m

Dislivello in discesa: 1010 m

Tempo medio di percorrenza stimato: 8 ore

Distanza in salita: 7,5 km

Distanza in discesa: 7,7 km

Altitudine massima: 921 m s.l.m. (bivio sentiero 100)

Il percorso si snoda, disegnando un ampio giro, sulle pendici del Monte Capanne la cui vetta può essere raggiunta con un’impegnativa deviazione oppure usufruendo della cabinovia. Lungo il cammino si potrà ammirare l’incredibile varietà della macchia mediterranea, l’associazione vegetale più diffusa sull’isola. Si passa dalla gariga caratterizzata da bassi cuscinetti spinosi di Genista desoleana, che in primavera regalano spettacolari fioriture gialle, alla macchia bassa di profumati rosmarini e cisti dai delicati fiori rosa e bianchi, fino alla macchia alta con le eriche dai fiori minuscoli e i corbezzoli dalle saporite bacche rosse. Prima di iniziare la discesa verso Patresi si attraversa poi un bel castagneto.

Descrizione del percorso:  è necessario ritornare sui propri passi fino al bivio tra la GTE NORD e il sentiero n. 105. Da qui Patresi dista 16 km, percorribili in circa 8 ore. Il tracciato si dirige verso ovest, mantenendosi intorno quota 600 – 700 m, fino all'incrocio con il sentiero n. 110, dove svolta a sinistra in ripida salita scalando i costoni occidentali del Monte Capanne. Al termine della salita, che nella parte terminale presenta diversi tornanti chiamati “zete”, si giunge a quota 921 m, al bivio con il sentiero n. 100, l’unico tracciato dell’Isola classificato EEA (escursionisti esperti attrezzati). La via scende fino alla località La Terra (582 m), ove secondo alcuni era ubicato il villaggio medievale di Pedemonte. Da qui, percorsi circa 1.500 m, nella parte alta della valle di Chiessi, dopo aver sorpassato la deviazione per i ruderi della chiesa romanica di San Frediano, si giunge al bivio con il sentiero n. 125.Il sentiero successivamente punta nuovamente verso il versante settentrionale del massiccio del Monte Capanne, disegnando un tracciato quasi circolare, fino a Serra Ventosa dove imbocca la discesa per Patresi.

GTE nord chiessi Pianosa Montecristo 1920

 

 

TAPPA 4 Sud. Poggio-Pomonte

Lunghezza: 9,8 km

Dislivello in salita : 562 m

Dislivello in discesa: 878 m

Tempo medio di percorrenza stimato: 4 ore e 40 minuti

Distanza in salita: 3,6 km

Distanza in discesa: 6,2 km

Altitudine massima: 839 m s.l.m. (incrocio sentiero 100 presso le Filicaie)

Questa tappa, la più breve e con il minore dislivello in salita, percorre il crinale che divide la valle di Pomonte da quella di Seccheto, chiamata Vallebuia. All’orizzonte si stagliano le isole di Montecristo, di Pianosa e della Corsica. Inebriati dai profumi della macchia mediterranea, se siete fortunati, potete ammirare maestosi rapaci che volteggiano nel cielo sopra di voi. Queste alture, come testimoniato dal ritrovamento di diversi reperti archeologici, erano frequentate millenni fa da popoli primitivi dediti alla pastorizia e all’allevamento. Gli eredi di quelle genti, allevatori di capre, hanno costruito a metà del secolo scorso i caratteristici caprili che si incontrano lungo il percorso.

Descrizione del percorso:  è necessario ritornare sui propri passi percorrendo il sentiero n. 105 e, per un breve tratto, la GTE NORD per poi proseguire sulla GTE SUD per circa 7 km percorribili in circa 3 ore di cammino. Il tracciato si dirige verso sud-ovest seguendo lo spettacolare crinale che divide l’ampia valle di Pomonte da Vallebuia dove non è raro incontrare esemplari di muflone. La posizione panoramica fu sfruttata dai popoli antichi. Nella zona sono stati infatti trovati reperti riferibili ad insediamenti dell’Età del Bronzo. Sono inoltre presenti nei pressi del Colle della Grottaccia (645 m) e di Monte Orlano (549 m) alcuni caprili, testimonianza di una più recente frequentazione umana dedita alla pastorizia. Tra i rilievi che caratterizzano il percorso a saliscendi vi sono anche Le Mure (629 m) e Monte Cenno (589 m). Nei pressi del Colle della Grotta hanno origine il sentiero n. 109 che si inoltra nella valle, il sentiero n. 130 verso San Piero ed il sentiero n. 108 che scende nella Vallebuia fino alla costa a Seccheto. Presso il Monte Cenno si incrocia il breve sentiero n. 135 A che collega la GTE SUD al sentiero n. 135. Il nostro tracciato, superato il caprile ubicato a poca distanza da Monte Orlano, imbocca uno stretto viottolo tra magnifici terrazzamenti che conduce rapidamente ad un secondo incrocio con il sentiero n. 109. Da qui in pochi minuti di cammino tra bei vigneti si giunge a Pomonte.

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