Varietà ortive isola d’Elba

L’attività di ricerca, svolte con la collaborazione scientifica del Prof. Agostino Stefani della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha portato all’individuazione e al riconoscimento di undici antiche varietà orticole dell’isola d’Elba, approvate dalla Commissione tecnico-scientifica nel 2021 ed iscritte al Repertorio Regionale delle Risorse Genetiche Locali della Toscana, con il riconoscimento ufficiale di questo patrimonio agricolo di grande valore, frutto di una lunga selezione operata dagli agricoltori locali e di un progressivo adattamento alle particolari condizioni ambientali dell’isola.

Il Cavolo nero di Patresi

Tra le varietà censite figura il Cavolo nero di Patresi (Brassica oleracea L.), individuato grazie alle ricerche condotte sull’intero territorio elbano. Questa varietà è tradizionalmente coltivata sui terrazzamenti della parte occidentale dell’isola, nel comune di Marciana, ed è da sempre protagonista della cucina locale. Apprezzato per il sapore delicato e per l’ottimo adattamento alle condizioni pedoclimatiche dell’area, il Cavolo nero di Patresi continua ancora oggi a essere regolarmente coltivato e consumato.

I fagioli elbani

Tra le varietà di fagiolo (Phaseolus vulgaris L.) sono state riconosciute il Fagiolo del Miracolo scritto, il Fagiolo del Miracolo non scritto e i Fagiolini Jolly Campesi, coltivati prevalentemente nelle aree centrali e orientali dell’isola. Il nome Fagiolo del Miracolo deriva dalla straordinaria versatilità della pianta, che consente il consumo del prodotto durante tutto il ciclo produttivo: come baccello fresco, seme fresco oppure seme secco. Le prove agronomiche condotte senza trattamenti fitosanitari hanno evidenziato un’elevata vigoria vegetativa e una notevole tolleranza alle principali avversità, senza manifestazioni significative di malattie. Tutte le varietà risultano perfettamente adattate al clima dell’isola; in particolare, i Jolly Campesi si distinguono per la lunga durata della produzione, che si prolunga fino alla metà di settembre, ben oltre quella delle comuni varietà commerciali.

I pomodori “d’Appiccà”

Tra le varietà di pomodoro (Solanum lycopersicum L.) sono stati iscritti il Pomodoro a grappolo d’Appiccà tondo giallo, il Pomodoro a grappolo d’Appiccà tondo rosso, il Pomodoro a grappolo d’Appiccà allungato rosso e il Pomodoro a grappolo tondo rosso a frutti grandi. Secondo le testimonianze degli agricoltori più anziani, queste varietà erano diffuse negli orti elbani fin da tempi remoti. Si tratta dei tradizionali pomodori dell’asciutto, capaci di svilupparsi con limitate disponibilità idriche e particolarmente adatti alle condizioni climatiche dell’isola. Erano coltivati soprattutto come pomodori da serbo, conosciuti localmente come pomodori d’Appiccà: a maturazione i grappoli venivano raccolti, legati con uno spago e appesi alle travi di locali freschi e ben aerati, dove potevano conservarsi per molti mesi. Con la diffusione della refrigerazione e della commercializzazione di pomodori disponibili durante tutto l’anno, queste varietà sono progressivamente scomparse dalle coltivazioni professionali. La loro conservazione è stata resa possibile grazie ad alcuni anziani agricoltori che hanno continuato a coltivarle negli orti familiari, preservando un’importante tradizione agricola e gastronomica dell’isola.

Le cipolle elbane

Per la specie Allium cepa L. sono state iscritte la Cipolla di Patresi, la Cipolla di Zanca e la Cipolla Ciatta. Le prime due appartengono alla tradizione agricola del territorio di Marciana e sono ricordate dagli agricoltori locali come le celebri “cipolle marcianesi”, apprezzate fin dall’antichità per il gusto particolarmente dolce e delicato, privo delle tipiche note pungenti. Queste caratteristiche le hanno rese un ingrediente fondamentale della cucina popolare elbana. La Cipolla Ciatta, invece, è stata conservata nell’area orientale dell’isola, dove continua a rappresentare una preziosa testimonianza della biodiversità agricola locale.

Ultimo aggiornamento

7 Agosto 2026, 13:21