Rapaci

La maggior parte dei rapaci che si possono osservare nell’Arcipelago Toscano, non sono presenti tutto l’anno sulle isole ma le utilizzano come tappa fondamentale durante la migrazione. Numerosi rapaci europei intraprendono infatti regolari spostamenti che li portano a passare l’inverno in località diverse dagli areali riproduttivi. Le migrazioni possono interessare intere popolazioni di una specie (migratori totali) o solo parte di esse, in genere quelle più settentrionali (migratori parziali). Gli areali di svernamento possono essere relativamente vicini, come nel caso di quelli che svernano in ambiente mediterraneo (migratori a corto raggio). Alcune specie hanno scelto come areale di svernamento le zone tropicali dell’Africa centrale o addirittura le aree a savana di quella meridionale (migratori a lungo raggio), il loro transito sulle nostre regioni può avvenire regolarmente, ma per alcune specie, in genere quelle a distribuzione maggiormente orientale, rivestire un carattere di occasionalità (migratori occasionali). Ogni autunno, alcune migliaia di rapaci transitano attraverso la Toscana per raggiungere le loro aree di svernamento seguendo una linea di migrazione che congiunge la nostra penisola con le coste africane passando attraverso Corsica e Sardegna e in cui le isole dell’Arcipelago Toscano svolgono un ruolo di assoluto rilievo. Ricercatori e appassionati di ornitologia, fin dal 2000, osservano gli uccelli in migrazione in appositi campi di avvistamento dislocati su tutte le isole toscane. Nel periodo di monitoraggio 2006-2016 solamente a Pianosa ed Elba tra la seconda metà di agosto e la seconda metà di settembre, mesi nei quali si concentra la migrazione di molte specie, sono stati conteggiati più di 10.000 rapaci per una media di quasi 100 individui per giorno. Le specie segnalate in volo sull’Arcipelago nel medesimo periodo sono state 27. Di queste Sparviere, Poiana, Gheppio e Falco Pellegrino nidificano nelle isole. Ogni stagione ha i suoi rapaci da osservare. La migrazione primaverile inizia già in marzo con sparvieri e poiane che devono raggiungere i luoghi di riproduzione. Già a fine marzo si osservano i primi maschi di falco di palude che fanno a gara per raggiungere per primi i territori migliori, seguiti nelle settimane successivi dalle femmine e poi dagli esemplari immaturi. I falchi pecchiaioli concentrano invece il loro passaggio nel mese di maggio chiudendo, di fatto, la migrazione pre-riproduttiva. Gli stessi sono poi i primi a transitare durante il loro ritorno verso l’Africa appena un paio di mesi dopo. A fine, agosto, infatti, sull’Arcipelago si registrano i primi passaggi di questa specie, seguita, quasi in ordine inverso rispetto alla primavera, da falchi di palude e sparvieri. A queste specie più comuni di migratori in ogni stagione si affiancano in quantità minore le altre. Analogamente a quanto avviene negli altri siti analoghi le specie più comuni sono il falco di palude (Circus aeruginosus) e il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), che da sole costituiscono circa l’80% di tutti gli avvistamenti, con la prima specie che supera generalmente la seconda per qualche centinaio di individui. A queste se ne affiancano altre che, seppur con numeri più bassi, rappresentano decisamente delle peculiarità nella migrazione sull’Arcipelago, prime tra tutte il falco pescatore (Pandion heliaetus) e lo sparviere (Accipiter nisus), che in altri siti risultano invece solitamente piuttosto scarsi. Una volta giunti in prossimità del mare, almeno per quanto riguarda la Toscana settentrionale, i rapaci sembrano seguire in larga maggioranza la costa verso sud, fino ad arrivare al promontorio di Piombino che sembra fungere da vero e proprio trampolino di lancio. Da qui infatti, sfruttando almeno in parte le correnti ascensionali che si formano all’Elba e a Pianosa, i rapaci riescono a proseguire verso sud ovest. Non va inoltre trascurato che il Monte Capanne, ben visibile da un ampio tratto di costa, potrebbe essere sfruttato per raggiungere quote elevate dalle quali scivolare verso la Corsica. Ciò potrebbe essere un fattore importante nello spingere i rapaci in migrazione ad attraversare il mare proprio in corrispondenza del Canale di Piombino. Al fine di aiutare gli appassionati di natura al riconoscimento delle diverse specie di rapaci il Parco Nazionale ha realizzato, nell’ambito della collana “I quaderni del parco”, la pubblicazione “Rapaci in volo sull'Arcipelago Toscano”.

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