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Appuntamenti della biodiversità

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La Foca monaca: un ritorno annunciato

Serata presentata da Emanuele Coppola per conoscere da vicino questo mammifero marino che ancora oggi sembra frequentare il mare dell'Arcipelago Toscano.

Sabato 28 agosto ore 21,30

Marciana Marina, Piazza della Chiesa.    

In collaborazione con il Comune di Marciana Marina

 

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Il ritorno del Falco pescatore

Conversazione con Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi, sul progetto di reintroduzione nel Parco della Maremma di questa specie e sulle azioni per favorire la sua diffusione dalla Corsica all'Arcipelago.

Domenica 29 agosto ore 21,30

Rio nell'Elba ,Casa del Parco "F. Franchini"

In collaborazione con il Comune di Rio nell'Elba. 

 

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Specie aliene, pericolo per la biodiversità 

Snorkeling naturalistico nelle acque di Galenzana per osservare la ricchezza del nostro mare e comprendere le cause che minacciano l'integrità   del suo ecosistema

Lunedì 30 Agosto ore 10,00

Marina di Campo, Piazza della Fontana,

E' gradita la prenotazione: tel 0565 919411 

Alla scoperta del versante orientale dell’Elba

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Continuano gli appuntamenti del Parco Nazionale Arcipelago Toscano,  nell'ambito dell'anno Internazionale della Biodiversità.

Venerdì 27 agosto a Cavo, alle ore 21:30, presso la terrazza dell'Hotel Cristallo, la guida parco Antonello Marchese racconterà, attraverso un percorso per immagini, il suggestivo sentiero che da Cavo attraversa la parte orientale dell'Isola d'Elba.

L'incontro, in collaborazione con il Comune di Rio Marina, concilia l'aspetto escursionistico con quello naturalistico nel rispetto e nella salvaguardia della biodiversità.

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Portami via, non portarmi via

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"Portami via, non portarmi via" è il messaggio del Parco Nazionale per il Ferragosto 2010, all'insegna del rispetto dei nostri litorali e con un occhio vigile sulla salute di grandi e piccini. In questi giorni ha preso il via la campagna di sensibilizzazione e d'informazione che toccherà i lidi delle isole turistiche dell'Arcipelago Toscano: Capraia, Elba, Pianosa e Giglio; in collaborazione con l'APT, l'Associazione Albergatori e la FAITA.

 Dal titolo si riassumono i principi ispiratori e fondanti della campagna: la frase "Portami via!" è un invito a tenere pulito dai rifiuti il luogo che ci ha ospitato, mentre l'esortazione "Non portarmi via!" si riferisce all'infelice abitudine di asportare la sabbia ed i ciottoli dai litorali. "Si tratta di un impegno che il Parco si è sentito di assumere - interviene il Direttore Zanichelli - raccogliendo le segnalazioni da parte di tanti cittadini particolarmente sensibili verso lo sgradevole fenomeno dell'abbandono dei rifiuti e la contestuale "trafugazione di souvenirs " direttamente dalle spiagge. Un comportamento scorretto che si ripete annualmente e che, se ci fermiamo a riflettere, non può che causare danni a tutti noi: dai bambini che raccolgono le cicche, sicuro veicolo di germi e batteri, a tutti coloro che vogliono portarsi a casa un ricordo dello splendido ambiente che li ha ospitati e così facendo lo indebolisce di fronte alle mareggiate ed alle piogge intense."

Una campagna semplice, ma che mira dritta ai contenuti ed ai risultati: sui pieghevoli distribuiti nelle più importanti strutture turistiche dell'Arcipelago, nelle agenzie viaggio e nelle biglietterie navali, sono state descritte: le immagini che testimoniano la varietà di spiagge presenti sulle nostre isole; il fenomeno dello spiaggiamento della posidonia sugli arenili; il tempo di degrado dei rifiuti in mare.

 Insieme al materiale cartaceo, verrà inoltre distribuito un porta cicche in materiale riciclato che servirà a raccogliere i resti delle sigarette, evitando perciò di abbandonarli sulla spiaggia

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Il Parco a Festambiente con i prodotti dell'Arcipelago Toscano

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Il Parco Nazionale partecipa anche quest’anno a Festambiente, una delle più grandi manifestazioni sulle tematiche ecologiche, nonché un'importante occasione di presentazione e confronto delle politiche ambientali da parte di Enti e Istituzioni, che si svolge a Rispescia (GR) dal 6 al 15 agosto. 

La manifestazione punta sulla grande capacità attrattiva dei parchi italiani, che saranno ospitati nell’area espositiva di Federparchi, quali sistemi integrati di forte sostegno per lo sviluppo locale e la salvaguardia ambientale. Presso lo stand espositivo del Parco Nazionale Arcipelago Toscano sarà distribuito al pubblico materiale informativo sul Parco, sui principali luoghi da visitare, su come arrivarci, inoltre saranno in vendita le pubblicazioni della collana “I quaderni del Parco” riguardanti le Orchidee spontanee, le Farfalle e la Carta dei Sentieri.

Oltre alla presenza nell'area espositiva per promuovere l'area protetta, il Parco parteciperà alla manifestazione dei "Olimpiadi dei Sapori dei Parchi", per presentare alcuni prodotti tipici dell'Arcipelago e per la degustazione di sabato 7 agosto saranno in scena le orate al forno della maricoltura di Capraia, provenienti da esemplari riproduttori di origine selvatica.

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Fulco Pratesi per una serata dedicata agli animali amici dell'uomo

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Continuano gli appuntamenti del Parco Nazionale Arcipelago Toscano nell'ambito dell'anno Internazionale della Biodiversività.

Venerdì 30 luglio, alle 21.30, a Poggio, Piazza San Nicolò, frazione nel comune di Marciana, verrà presentata la campagna di sensibilizzazione a sostegno del benessere degli animali domestici e alla tutela della fauna selvatica. L'iniziativa promossa dal Parco in collaborazione con ENPA, I ragazzi del canile e l'Unione dei Comuni, si avvale della presenza di Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia.

Nel corso della serata, presentata dal Sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, verrà distribuito il pieghevole  "A ciascuno il suo posto". Simpatiche illustrazioni e brevi testi conducono il lettore in un percorso gioioso e variopinto, alla scoperta degli animali che vivono dentro e fuori casa, sino ai grandi cetacei. Scopo dell'iniziativa evitare il triste fenomeno dell'abbandono estivo, sensibilizzare e far conoscere l'utilità per l'uomo di alcune specie animali meno note, quali, civette, pipistrelli e rospi. La collaborazione con il comune di Marciana, rientra nelle iniziative di salvaguardia dell'habitat naturale di rondini e rondoni, come il varo del primo regolamento urbanistico a sostegno di questi preziosi uccelli migratori.

Presenti all'incontro, Andrea Tozzi, illustratore e coautore dei testi insieme a Francesco Mezzatesta, figura storica della Lipu e Milena Briano, impegnata nell' Osservatorio dei Cetacei di Capoliveri e la direzione organizzativa del Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

Rondoni: Marciana batte Londra

                                                     

Londra copia l'Elba. Il Sindaco di Londra Boris Johnson  ha lanciato in questi giorni una campagna a favore dei rondoni che nidificano sotto le tegole dei vecchi palazzi o nei fori presenti nei muri di vecchie case, chiese o campanili . Questi siti riproduttivi  sono progressivamente otturati dal cemento, così che, scomparendo i fori dove gli uccelli possono nidificare, i rondoni scompaiono progressivamente dai cieli europei. Il piano regolatore di Londra prevede che nei restauri e nel costruire nuovi edifici vengano adottate misure architettoniche tali da mantenere o ricreare i fori necessari a permettere la sopravvivenza della biodiversità nel centro urbano. Stessa delibera aveva adottato due mesi prima il consiglio comunale di Marciana all’isola d’Elba di fatto battendo sul tempo la analoga decisione del comune di Londra. “

 

   

Biodiversività. "Nell’anno della biodiversità è una bella soddisfazione per gli elbani“, ha commentato Francesco Mezzatesta del gruppo “Biowatching Arcipelago toscano” e promotore dell’iniziativa pro rondoni e rondini, «Non è comune che un piccolo paese di un isola mediterranea veda imitata le propria iniziativa da una delle più importanti capitali d’Europa. E’ un incoraggiamento a continuare sulla strada pro rondoni e rondini già intrapresa dal Comune di Marciana e dal Parco nazionale dell’Arcipelago toscano,  sperando che all’apripista di Marciana seguano altre capitali europee». I rondoni sono uccelli straordinari che vivono sempre volando addirittura si accoppiano e dormono in volo nutrendosi di migliaia di insetti (al 90% mosche e zanzare) comportandosi da veri e propri insetticidi naturali. Si fermano  solo per riprodursi ma non potendosi posare a terra per via delle lunghissime ali e delle corte zampette, cercano dei buchi, soprattutto nelle tegole dei tetti urbani, dove entrare per deporre le uova e allevare i piccoli. Poi, per ripartire, raggiungono l’entrata della tegola e si lasciano cadere nel vuoto per involarsi nuovamente senza contatto con il suolo. Logico quindi che per la loro sopravvivenza è essenziale che non vengono otturati i fori presenti sulle pareti dei muri e nei tetti urbani.

 

Legambiente Arcipelago Toscano. Umberto Mazzantini presidente di Legambiente dell’Arcipelago toscano ha commentato: «Per Marciana, da non confondere come è stato fatto con la confinante Marciana Marina, è una grande soddisfazione che una delle più grandi metropoli del mondo “copi” una sua intuizione. E’ la dimostrazione di come la salvaguardia della natura e della qualità ambientale siano un prezioso strumento anche dal punto di vista della promozione turistica di un territorio. Il comune di Marciana ha l’80% del suo territorio nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano ed era già nota per i suoi piccoli alberghi di qualità come quelli di Sant’Andrea, ora anche l’attenzione per rondini e rondoni contribuirà a dare un’immagine positiva dell’attenzione e cura per questo territorio. Anche per questo Legambiente ha scelto Marciana per organizzare una Conferenza su biodiversità e Isole minori italiane  che si terrà in autunno».

 

Rondoni di Londra. Il Mayor della capitale inglese ha aderito ad una iniziativa della Royal Society for the Protection of Birds (Rspb) che ha chiesto ai londinesi di aiutarla a contare uno degli uccelli più simbolici del Regno Unito, proprio come è stato fatto all’Elba nel 2009. A Londra il numero di rondoni si è dimezzato tra il 1994 e il 2007 e uno dei problemi è la mancanza di siti di nidificazione, quindi capire quanti ne sono rimasti nelle varie zone della città è di vitale importanza. Boris Johnson ha detto: «Tutti noi possiamo fare la nostra parte per rafforzare le possibilità di sopravvivenza di questi uccelli di città semplicemente favolosi, contribuendo a raccogliere informazioni su di loro. Così, quando sei a casa la sera, guardali fuori passare davanti alla tua finestra e prendi parte a questo sondaggio. Facciamo in modo che questi fantastici acrobati aerei rimangono una visione comune nelle capitale. Il direttore regionale dell’Rspb, Chris Corrigan,  spiega: «Abbiamo un disperato bisogno di maggiori informazioni su dove si trovano le nidificazioni. Poi dobbiamo essere in grado di proteggere i siti di nidificazione esistenti e individuare le principali aree di Londra, dove siamo in grado di fornire un aiuto supplementare ai rondoni».

 

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Cassette nido nella City. Per dare il via a questa iniziativa, 20 file di “cassette-nido” saranno installate dalla Metropolitan Police Service nei prossimi mesi. Il sindaco sta lavorando con gli enti interessati (Lda , Mpa, TfL e Lfepa)  per trovare il modo di sostenere ulteriormente questa iniziativa. Il “Mayor's draft London Plan and supplementary Planning Guidance for sustainable design and construction” comprendere le politiche che promuovono la biodiversità e l'integrazione delle strutture di nidificazione e riposo negli edifici. I rondoni ogni anno arrivano in Gran Bretagna per riprodursi, ma I nuovi sistemi di copertura ed isolamento delle case li stanno privando, proprio come in Italia e all’Isola d’Elba, dei loro siti di nidificazione tradizionali sotto le tegole o nei buchi degli edifici. [Fonte: Legambiente Arcipelago Toscano]

 

 

Life + Montecristo 2010

Uno dei principali obiettivi del progetto è eliminare alcune specie alloctone da due Isole dell'Arcipelago Toscano, Montecristo e Pianosa. Le isole, sottoposte a massimi livelli di tutela, sono state oggetto in passato di introduzioni di specie animali e vegetali che attualmente minacciano la fauna e la flora originale.

vai alle pagine del progetto

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Recuperati tramagli e palamiti in piena area protetta a Giannutri

 Nelle due giornate 18 maggio e 3 giugno 2010 sono stati  localizzati e recuperati: un tramaglio di oltre 200 m in zona “1”, loc. Grottoni, e individuati altri grossi tramagli a Capel Rosso, a Cala Brigantina e a Punta San Francesco. Sono stati inoltre rilevati diversi spezzoni di palamiti che avvolgono tuttora, come una ragnatela, le pareti da Punta San Francesco a Cala dello Scoglio.

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Il recupero del tramaglio è stato necessario per evitare che costituisse  una trappola continua per pesci e crostacei. E'stato rimosso dalla parete, avvolto su se stesso ed adagiato su un fondale sabbioso, è stato poi imbracato e sollevato dal fondo con un pallone da sollevamento da 250 Kg e successivamente issato a bordo manualmente dagli equipaggi delle due motovedette di supporto. Evidenti i danni causati alla parete, visti i numerosi frammenti di corallo morto, gorgonie e posidonia rinvenuti nella rete. I volontari hanno riscontrato anche il peggioramento delle condizioni della parete di Capel Rosso, dove il corallo risulta del tutto asportato ad eccezione di piccolissimi rametti posizionati negli angoli più difficili da raggiungere.

L’operazione non è stata facile ed ha avuto bisogno di tutta la professionalità e buona volontà delle persone intervenute anche per le difficoltà causate dalle condizioni meteo marine.

Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano plaude alle iniziative di bonifica e di monitoraggio delle aree protette a mare dell’Isola di Giannutri, proposte e coordinate da Moreno Soldi, guida Parco, già promotore di altre attività di volontariato per la pulizia di fondali dell’isola.

Nell’anno dedicato alla Biodiversità questa è un’azione concreta che insegna quali siano i danni del bracconaggio e come sia urgente correre ai ripari per tutelare il nostro mare. Per questo il Parco ringrazia per l’impegno e lo spirito d’iniziativa, oltre al promotore, tutti i volontari che hanno preso parte all’operazione a proprie spese:

 

Diving “Pelagos” di Porto Ercole (Di Vita David);

Diving “Il Nostromo” (Aggio Luigina e Coccoluto Maurizio) con imbarcazione “Gigliola”;

Squadra Nautica del C.F.S. di Monte Argentario dipendente dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Portoferraio (Ass.C. Gabrielli Massimo, Ass.C. Signori Claudio, Ass. Bergamaschi Riccardo e Ag.Sc. Biagiola Paolo);

Polizia di Stato – Questura di Grosseto – Squadra Nautica di Talamone (Sovr. Antonaci Salvatore, Ass.C. Cicuto Riccardo e Ass. Filardi Gianfranco);

Istruttore F.I.P.S.A.S. Grosseto Biagini Fabio;

Montecristo cuore selvaggio del Parco

di Mario Tozzi 

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Ogni volta che si parla dell'isola di Montecristo si riaprono vecchie questioni che, evidentemente, covano sotto la cenere mai spenta dell'assalto alla natura incontaminata. Non ci riferiamo alle parole del Ministro Prestigiacomo, sulle quali pure coltiviamo opinioni diverse, ma su vari commenti che parlano di isola chiusa per colpa del parco e di natura intangibile. Per prima cosa ribadiamo che l'isola di Montecristo non è affatto inaccessibile, né riservata ai soli vip, come ormai è luogo comune, anzi: grazie al Parco, e in accordo con il Comune di Portoferraio, dal 2008, 100 residenti  di Portoferraio e 300 studenti delle scuole dell'Arcipelago, una volta l'anno, possono visitare l'isola con il supporto di guide esperte e del Corpo Forestale dello Stato. il numero complessivo delle visite è di mille unità annuali, cui si aggiungono altre centinaia di accessi limitati a una discesa a terra: in tutto meno di duemila persone ogni anno posso regolarmente scendere su Montecristo nell'ambito di visite ambientalmente consapevoli. Inoltre l'accesso è sempre consentito per finalità di studio, ricerca e documentazione. L'ìsola è stata sì chiusa, ma quando era bandita di caccia dei reali d'Italia o di aristocratici notabili, o quando è stata sede di colonia penale. Forse non tutti sanno che Montecristo è, ancora prima che Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano dal 1996, Riserva Naturale dello Stato (DM 4 marzo 1971), Riserva naturale biogenetica dal 1977, ZPS (Direttiva79/409/CEE) IT5160015), SIC (Direttiva 92/43/CEE) IT5150014. In tutto il mondo le aree protette hanno sempre un "cuore selvaggio" inaccessibile che però rende pregio a tutto il resto: Montecristo è il cuore selvaggio del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano e per questa ragione è giustificata la sua accessibilità regolamentata. L'area è diplomata dal Consiglio d'Europa dal 1988. 

 

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La versione di Tozzi

Sono rimasto sorpreso - e anche un po' deluso - dalle reazioni a una mia intervista sulla questione ambientale all'Elba che preludeva alla presentazione del mio ultimo libro "Nel nome del parco, un anno sull'arcipelago" appena uscito per Effequ. Avrei voluto suscitare un dibattito ragionato, ma il grido della pancia precede spesso la voce della ragione, anche negli individui più moderati. Non  parliamo poi dei portatori di interesse, di chi ignora le questioni ambientali o di chi è in malafade. Ma andiamo con ordine. Sono almeno tre anni che faccio presenti le mie preoccupazioni sul futuro dell'arcipelago toscano, se i suoi  amministratori non sceglieranno decisamente e con coraggio la strada della protezione ambientale, rinunciando a quella bulimia costruttiva che ha caratterizzato l'isola per decenni. Non ho detto che l'Elba è cementificata, ma che rischia grosso, visti i numeri, come quelli delle sanantorie e delle seconde case. Concetti ampiamente condivisbili, mi pareva, eppure c'è ancora chi continua a sostenere che qui si è costruito poco e che si dovrebbe puntare al modello Malta, un'isola distrutta dal punto di vista ambientale e sociale e ridotta a una piattaforma di cemento sul mare. E sono almeno tre anni che gli amministratori elbani insorgono, offesi non si sa bene da cosa, e che non rispondono nei contenuti, ritenendo antipatiche le forme

.

            Oggi però qualcosa è cambiato e inviterei i sindaci dell'Elba a prestare attenzione ai segnali che provengono dalla società civile e dal resto della Regione Toscana e del paese. Infatti il rischio da me paventato  non è solo una mia versione (dettata da chissà quale interesse di parte), ma ormai qualcosa di condiviso, a partire dalla "gente": i lettori de Il Tirreno, per esempio, che mi invitano a non mollare; chi partecipa a blog tradizionalmente a me ostili, che oggi si dividono anche a mio favore; i turisti, che mi mandano decine di mail o messsaggi su faceboock dello stesso tenore; gli intellettuali toscani e non, che sostengono le mie stesse posizioni (Settis per tutti); i partiti del centro-sinistra, che, fatta eccezione per il Pd elbano, si schierano in blocco con me. Anche il direttore de Il Tirreno  Bernabò parte dalle mie considerazioni per un editoriale di prima pagina (intitolato significatimente "la guerra del mattone") in cui, al di là dei toni, si invita a scegliere un modello si sviluppo meno legato al cemento. E ancora: non solo Alberto Asor Rosa, ma anche il nuovo assessore all'urbanistica regionale Anna Marson, con il sostegno del neo presidente Rossi, esprimono concetti simili ai miei, facendo intravedere una sterzata a centottanta gradi ("troppa autonomia costruttiva ai comuni"): il periodo di Conti sembra per fortuna chiuso per sempre. E un esponente importante del Pd livornese, il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, dopo un pubblico dibattito in cui ho illustrato lo stesso rischio sulla costa, mi ringrazia e raccoglie il mio invito ad avere più coraggio nella costruzione di distretti di qualità ambientali in Toscana. Tutti costoro sostengono pubblicamente gli stessi concetti espressi da me e che Legambiente arcipelago irrobustisce da anni con dati e esempi. Il presidente del Parco dell'arcipelago non è più solo, mi pare.

Qualche eccezione c'è, va riconosciuto, anche fra gli amministratori elbani: sostanzialmente il sindaco di Portoferraio mi da ragione sul passato e dice che i nuovi strumenti urbanistici comunali non permetteranno più quegli scempi: bene, questo lo vedremo nel tempo. Il sindaco di Capoliveri, che non mi muove critiche dirette, o quello di Marciana che addirittura non si pronuncia affatto (ben sapendo che l'Ente Parco è forse l'unico in grado ancora di "aiutare" i comuni) o quello di Rio nell'Elba, che non si sbilancia. Ma c'è anche qualche consigliere del parco che mi concede "filosoficamente" ragione (è già qualcosa) e un ex sindaco del Giglio che mi difende a spada tratta. Qualche crepa nella diga. Insomma si riconosce che, se in Italia si consumano 250.000 ettari all'anno di territorio, una parte la fa anche la Toscana (che da sola ne brucia quanto il Regno Unito) e, per forza di cose, anche l'Elba. Certo è più comodo sentirsi dire che tutto va bene e che non bisogna cambiare rotta: ma l'impressione è che rimarrano in pochi, asserragliati come quei giapponesi che non volevano rassegnarsi alla sconfitta in guerra e che sono rimasti per anni nascosti nella giungla. Per far finire l'età della pietra non è necessario che finiscano le pietre. Oh, è una metafora, che nessuno si offenda, vi prego.

 

Mario Tozzi

 

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