Gestione degli ungulati nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano

Gestione degli ungulati nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano

Perché il Parco interviene

La gestione delle popolazioni di ungulati introdotti rappresenta una delle principali attività di conservazione svolte dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

Da oltre vent’anni l’Ente opera per ridurre gli impatti provocati da cinghiali e mufloni, specie non autoctone presenti in alcune isole dell’Arcipelago, con l’obiettivo di:

  • tutelare habitat, flora e vegetazione di interesse conservazionistico;
  • ridurre i danni all’agricoltura e alle attività umane;
  • contenere il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana;
  • monitorare costantemente consistenza e distribuzione delle popolazioni;
  • perseguire gli obiettivi previsti dai piani di gestione approvati dall’Ente.

Come opera il Parco

Le attività vengono realizzate attraverso il coordinamento di diversi soggetti:

  • personale del Parco;
  • Polizia Provinciale di Livorno;
  • operatori professionali incaricati tramite appalto;
  • selecontrollori volontari e coadiutori appositamente formati e abilitati.

Il Parco svolge il coordinamento tecnico e amministrativo delle operazioni, cura il monitoraggio scientifico delle popolazioni, organizza i censimenti, gestisce le banche dati, i piani di prelievo, la formazione degli operatori e i rapporti con Regione Toscana, Prefettura, Comuni e altri enti competenti.

La gestione degli ungulati non consiste esclusivamente nelle attività di prelievo. Comprende un insieme di azioni coordinate che includono monitoraggio scientifico, censimenti, pianificazione, formazione degli operatori, gestione amministrativa, indennizzi per i danni, collaborazione con gli enti territoriali e aggiornamento continuo dei sistemi informativi.

L’obiettivo è ridurre progressivamente gli impatti delle specie introdotte sugli ecosistemi insulari e sulle attività umane, nel rispetto delle normative vigenti e dei programmi di conservazione della biodiversità.

Eradicazione muflone all’Isola del Giglio 2023

Il Muflone (Ovis aries) è stato introdotto al Giglio in tempi recenti, a partire da metà degli anni 50’ ed inizialmente confinato in una ampio recinto di circa 80 ettari, è fuoriuscito in ambiente naturale, colonizzando buona parte del settore occidentale dell’isola. L’ungulato, immesso in contesti insulari nel mondo e in Arcipelago Toscano, è ritenuto dalla letteratura scientifica prevalente una seria minaccia per le associazioni vegetali native; in particolare nelle isole toscane gli effetti più importanti del pascolo si riscontrano nei boschi di leccio, dove l’erbivoro riducendo notevolmente il processo di rinnovamento, divorando le giovani plantule Al Giglio la lecceta costituisce uno degli habitat forestali protetti più importanti, diffuso nelle zone centro-settentrionali per oltre 250 ettari. Il Muflone inoltre, si è reso responsabile di danni ai vigneti, coltivati nei tradizionali terrazzamenti. La completa rimozione dell’ungulato dall’isola, fattibile in termini tecnici, date le piccole dimensione del nucleo, è sembrata l’unica soluzione per prevenire una crescita incontrollata della popolazione con danni irreparabili, oltre che per assicurare un risultato sostenibile a lungo termine. Nel corso di 4 anni, con il Progetto LIFE Let’sGo Gglio sono stati rimossi 130 capi, utilizzando molte tecniche, dalle catture agli abbattimenti, dalla marcatura degli animali con GPS satellitari all’utilizzo di droni per seguirne gli spostamenti. Alcune associazioni hanno supportato l’iniziativa accogliendo i mufloni in centri faunistici dove sono stati trasferiti più di 50 esemplari. Ad oggi, nonostante l’attenzione ad eventuali segnalazioni ed alla prosecuzione del monitoraggio, si confida nel successo della eradicazione della popolazione. E’ peraltro riscontrabile un concreto miglioramento dello stato delle leccete, dove non sono più visibili i danneggiamenti da brucatura.

Studio di fattibilità  eradicazione  ungulati Isola d’Elba 2024

Dopo la presentazione pubblica agli stakeholder del 17 aprile 2024 nella sede del Parco,  è stato pubblicato  lo studio di fattibilità sulla eradicazione degli ungulati all’Isola d’Elba: uno studio commissionato dall’Ente Parco, fortemente voluto e finanziato dal Parco e dal Comune di Marciana che ne ha sostenuto parte dei costi con i fondi della Gestione associata turismo sostenibile. L’indagine ha approfondito l’uso dei diversi habitat e delle aree urbanizzate/agricole, le tecniche di prelievo, la gestione dei capi prelevati, i soggetti che partecipano alle fasi di prelievo, lo sforzo di prelievo, le tempistiche, il monitoraggio in corso d’opera e alla fine dell’azione di eradicazione. Interessante l’analisi del contesto sociale ed economico locale, la percezione del problema tra la popolazione, il contesto normativo nazionale ed europeo che regola gli interventi di gestione delle due specie. Effettuata anche una stima del costo totale dell’intervento di eradicazione.

DOCUMENTI

MISURE PER IL CONTROLLO DEL CINGHIALE (SUS SCROFA) ALL’ISOLA D’ELBA NEL PARCO NAZIONALE ARCIPELAGO TOSCANO NEL QUINQUENNIO 2022-2026:

https://asp.urbi.it/urbi/progs/urp/ur2DE001.sto?StwEvent=101&DB_NAME=n1201416&IdDelibere=15264

PROTOCOLLO QUINQUENNALE PER LA GESTIONE DELLA POPOLAZIONE DEL MUFLONE (OVIS ARIES) ALL’ISOLA D’ELBA NEL PARCO NAZIONALE ARCIPELAGO TOSCANO, PERIODO 2024/2029:
https://asp.urbi.it/urbi/progs/urp/ur2DE001.sto?StwEvent=101&DB_NAME=n1201416&IdDelibere=19944

 

Ultimo aggiornamento

21 Luglio 2026, 09:03