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Esame della dieta e produttività

L'esame della dieta del Gabbiano corso si effettua mediante la raccolta, presso le colonie, di resti alimentari e boli. Nelle stagioni riproduttive 2005 e 2006 l'azione è stata svolta nella sola colonia di Pianosa: purtroppo solo pochi giovani individui hanno rigurgitato il cibo durante la manipolazione in fase di inanellamento; probabilmente gran parte dei giovani non erano stati nutriti nelle ore immediatamente precedenti. Sono stati inoltre raccolti numerosi resti essiccati di cibo all'interno della colonia. Benché parte dei risultati non sia ancora disponibile, i dati offrono già interessanti spunti, soprattutto se esaminati unitamente a quelli raccolti nei 2 anni precedenti nell'ambito di un'indagine svolta dalla LIPU (Baccetti e Sposimo 2005): ad esempio, almeno a Pianosa appare rilevante la presenza di Sepia sp., di prede inusuali quali Passeriformi migratori e Ortotteri, e di una discreta varietà di specie di pesci bentonici (non nel 2006), compreso un pesce ago Sygnathus sp., che indica una dieta almeno parzialmente derivante dagli scarti dei pescherecci. I resti raccolti al Giglio negli anni precedenti, così come quelli di Pianosa nel 2006, benché sempre numericamente ridotti, mostravano invece una netta prevalenza di Clupeidi tra cui Sardina pilchardus, principali prede naturali del Gabbiano corso.

Il successo riproduttivo del Gabbiano corso (mediante conteggio del numero di uova e successiva stima dei giovani involati o prossimi all'involo) è stato determinato per le colonie più numerose al Giglio e Pianosa. Il numero medio di uova per nido a Pianosa è di 2,21 mentre al Giglio è superiore (2,67); il successo riproduttivo varia da 0, 7 giovani per coppia a Pianosa ai 0,58 al Giglio. Tale valore, all'apparenza modesto, non è raro in una specie caratterizzata da elevati parametri di sopravvivenza nella popolazione adulta. Nel caso della colonia di Pianosa sono stati segnalati ripetuti episodi di predazione sui pulli da parte di Falchi pellegrini. Data la situazione ancora più grave verificatasi sull'isola nel 2004 (azzeramento della produttività dovuto con ogni probabilità a questo stesso predatore), l'identificazione di questa causa di mortalità costituisce uno dei risultati più interessanti conseguiti. E' peraltro evidente come la predazione esercitata, per quanto significativa anche sul piano conservazionistico, appare riconducibile ad un fattore naturale per il quale non si possono ipotizzare forme di controllo basate su metodologie cruente. Avendo constatato che la presenza di un rilevatore impegnato nella lettura degli anelli a breve distanza dalla colonia era sufficiente a non consentire episodi di predazione, è stato allestito nella posizione consueta per il rilevatore uno spaventapasseri di sembianze umane, mantenuto sul posto per tutta la parte finale della stazione riproduttiva. La posizione dello spaventapasseri in varie zone della colonia determina un effetto deterrente più o meno elevato nei confronti del rapace. Altre cause di predazione sono da imputarsi a predazione sulle uova da parte di Corvidi.

GALLERIA FOTO 
Manichino per spaventare il falco pellegrino
Pullo di gabbiano corso 
Uovo predato da Corvidi 
Resti alimentari

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