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Percorso dello Zenobito

  • Partenza:

    Capraia paese

  • Arrivo: Capraia Paese
  • Tempo medio: 6 ore
  • Lunghezza: 14,8 km
  • Difficoltà percorso: impegnativo
  • Dislivello in salita: 747 m
  • Ubicazione: Capraia
  • Sentieri percorso:

    n. 406, n. 405, n. 404, n. 403, n. 401, n. 409

  • Panoramico: ●●●●●
  • Pianeggiante: ○○○○○
  • Ombreggiato: ●○○○○
  • Punti di interesse:

    Il Piano | Monte Arpagna | Piana dello Zenobito | Torre dello Zenobito | pieve di Santo Stefano 


Questo percorso ad anello consente di esplorare la parte centro-meridionale dell'isola fino alla Piana dello Zenobito, affacciata su Cala Rossa, uno dei luoghi più spettacolari dell'Arcipelago Toscano. Il percorso inizia da Piazza Milano, da dove si imbocca la strada cementata che costeggia a sinistra la Chiesa di San Nicola (indicata come sentiero n. 406) e che sale gradualmente lasciando il paese. Si attraversano aree aperte particolarmente interessanti per la fioritura primaverile di rare orchidee. Ignorando a destra la ‘zona industriale’ di Capraia, si prosegue a dritto sulla strada principale che si fa sterrata (sentiero n. 406): dopo poche centinaia di metri, superato un suggestivo tratto della mulattiera lastricata che conduce fino al Monte Arpagna, si è già nel pieno della macchia bassa dove lo sguardo abbraccia l'ampia vallata centrale dell’isola, incisa da un piccolo ruscello temporaneo, il Vado del Porto, in estate segnato sul fondo da un nastro rosa di oleandri spontanei. "Vado" è il termine con il quale vengono denominati localmente i torrenti delle valli principali. in circa 30 minuti al bivio in località Il Piano. Si prosegue a destra sul sentiero n. 405, costituito da una vecchia mulattiera militare lastricata utilizzando un'ingegnosa tecnica di sopraelevazione. Questa tecnica, molto usata per le strade militari costruite su territori rocciosi o di montagna, ha consentito in passato di risolvere il problema di faticosi sbancamenti dannosi, tra l'altro, per l'assetto idrogeologico. La strada militare era a servizio della postazione di avvistamento del Monte Arpagna e dei relativi alloggi, costruiti dalla Marina Militare nel 1924 e dismessi nel 1956. Il piano di calpestio non è perfettamente livellato, pertanto è necessario prestare attenzione. La mulattiera si fa ripida, ma l’alta vegetazione di macchia-foresta crea un suggestivo tunnel ombroso, utile in particolar modo nella stagione primaverile, per effettuare una sosta al riparo dai caldi raggi solari. In località Stagnoli, dove la mulattiera spiana, si deve ignorare il bivio con il sentiero n. 402, che si dirige a nord verso lo Stagnone: si prosegue sulla mulattiera (sentiero n. 404) che riprende a salire dolcemente verso sud, passando tra i monti Pontica e Dell'Albero, immersa nella macchia a cisto marino, erica e corbezzolo. In questo tratto la strada rialzata ci dà maggiori possibilità di avvistare qualcuno di quei piccoli uccelli elusivi che abitano questo tipo di vegetazione come la magnanina, l'occhiocotto o la più rara magnanina sarda. Sotto di noi si apre la verde vallata del Vado della Carbicina. Dopo poco si possono osservare gli edifici dove alloggiava la guarnigione addetta alla postazione semaforica: i ruderi dell’Alloggio del Capitano e più avanti il più grande Alloggio dei Marinai (o Case Colombaie). Quest'ultimo è visibile alla sinistra del sentiero, in corrispondenza del bivio con il sentiero n. 411 che conduce al piccolo semaforo di Punta del Trattoio, estremità orientale dell'isola. Continuando sul sentiero n. 404 si giunge in prossimità del bivio che, con breve deviazione, ci permette di guadagnare la vetta del Monte Arpagna (410 m s.l.m.), da cui si può godere di un magnifico panorama. Si capisce immediatamente perché questo luogo fu scelto dalla Marina Militare per controllare, con un potente cannocchiale montato su rotaie, il traffico marittimo nel Canale di Corsica e dunque le acque territoriali tra Italia e Francia: lo sguardo spazia libero a 360°. Della struttura semaforica non resta se non la suggestiva struttura metallica. Dopo la sosta si ritorna sul sentiero principale e si comincia a scendere verso la Piana dello Zenobito. Il sentiero in questo tratto è in forte pendenza e su tratti rocciosi ove occorre fare attenzione agli ‘ometti’ che indicano la traccia da seguire. Superato (ignorandolo per il momento) il bivio con il sentiero n. 401, si raggiunge la zona pianeggiante chiamata ‘Piana dello Zenobito’: una profumatissima gariga ad Elicriso, che in primavera si trasforma in un tappeto d'oro fiorito. Attraversando la zona pianeggiante, ove occorre fare attenzione alla segnaletica e agli ‘ometti’ di pietra, si apre la magnifica visione di Cala Rossa caratterizzata dal netto contrasto di colori tra le rocce rosso vivo e grigio chiaro. Si tratta di una rara emergenza naturalistica che consente di osservare la sezione del più piccolo e recente vulcano di Capraia, quello dello Zenobito. A completare il quadro di un luogo particolarmente affascinante è la cinquecentesca Torre dello Zenobito. L’itinerario impone di ritornare sui propri passi fino al bivio con il sentiero n. 401 che si imbocca a destra. Il tracciato procede per saliscendi attraversando il fosso dei Porcili e il Vado della Carbicina. Passando sopra la Punta del Patello, guardando verso nord, saranno visibili in lontananza i vigneti che occupano la località Il Piano. Continuando sul sentiero n. 401 si oltrepassano gli impluvi del Vado del Casalino e del Fosso dell’Albero, subito dopo il quale si trova il bivio con il sentiero n. 409 per Cala del Ceppo: si prosegue in direzione Pieve di Santo Stefano Protomartire/Paese. Il sentiero passa davanti alla piccola Pieve (nascosta tra la vegetazione a destra del sentiero) e si immette, svoltando a sinistra, nella stradella che a sua volta (svoltando a destra al bivio) immette nella strada sterrata che in pochi metri incrocia il bivio incontrato all’andata per il Monte Arpagna e che ci riporta, proseguendo a dritto, in paese.

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