Percorso del Santuario delle Farfalle
| Partenza |
Monte Perone (visita virtuale) |
|---|---|
| Arrivo | Monte Perone |
| Tempo medio | 1 ora e 30 min. (andata e ritorno) |
| Lunghezza | 3,8 km |
| Difficoltà percorso | facile |
| Dislivello in salita | 173 m |
| Ubicazione | Elba Occidentale |
| Sentieri percorso |
GTE |
| Panoramico | ●●●●● |
| Pianeggiante | ●●○○○ |
| Ombreggiato | ●●●○○ |
| Punti di interesse | |
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Il Santuario delle Farfalle è dedicato ad Ornella Casnati, un’appassionata naturalista elbana, scomparsa diversi anni fa, impegnata nello studio delle farfalle elbane ha contribuito alla riscoperta della popolazione insulare di Zerynthia cassandra. Il Santuario, inaugurato nella primavera del 2009 grazie ad una collaborazione tra Parco Nazionale, Legambiente Arcipelago Toscano e Università di Firenze, si sviluppa lungo la GTE (Grande Traversata Elbana), sul crinale che sale dal Monte Perone verso il Monte Capanne; un secondo tratto si trova sul sentiero n. 135 che da San Piero conduce al Mulino di Moncione. In queste aree le farfalle vengono monitorate, cercando anche di favorire lo sviluppo di piante del genere Aristolochia di cui si nutrono le larve della preziosa farfalla endemica italiana Zerynthia cassandra. La visita prevede un percorso di andata e ritorno sul medesimo tracciato. Si parte dall’area pic-nic ubicata dove la Strada Provinciale n. 37, che sale sul Monte Perone da Poggio (versante nord) oppure da San Piero e Sant’Ilario (versante sud), arriva alla massima altitudine. Nel Santuario è stata registrata la presenza di circa 50 specie di lepidotteri e si possono osservare le caratteristiche ambientali che rendono la zona così importante per questi delicati animali. Lungo il sentiero alcuni pannelli illustrativi descrivono le specie di farfalle che possono essere osservate e le principali caratteristiche ambientali e biogeografiche che rendono la zona così importante per questi delicati animali. Gli ambienti che si incontrano sono tre. Il primo tratto è coperto da bosco di pineta e lecceta (vedi riferimento 1 nella mappa sotto) ; qui molte specie di farfalle trovano un ambiente fresco, luminoso e ricco di fiori dove, soprattutto nei mesi estivi, possono rifugiarsi e nutrirsi. In questo luogo troviamo tre specie praticamente assenti sulle isole minori italiane: la Zerynthia cassandra, la pieride di Mann (Pieris mannii) e la pironia (Pyronia tithonus). Dopo il bivio con il sentiero n. 107 la via si fa più stretta prima di arrivare ai cosiddetti “pratelli di crinale” (vedi riferimento 2 nella mappa sotto) dove il bosco è sostituito da radure ed affioramenti di roccia occupate da piante erbacee, tra cui erica ed elicriso. Il Santuario termina nella macchia mediterranea più evoluta (vedi riferimento 3 nella mappa sotto); un ambiente meno ricco di farfalle, dove però è possibile vedere la famosa giasone (Charaxes jasius) la cui larva si nutre delle foglie della pianta del corbezzolo. Invece, nascoste nelle piccole radure, si possono trovare specie amanti del nettare degli alberi e del fresco dei boschi come la tecla della quercia (Favonius quercus). Grazie a questo particolare mosaico ambientale le farfalle che si trovano nel Santuario riescono a raggiungere un’alta densità. Qui si trova il pannello illustrativo che segna la fine del Santuario delle farfalle. Si può ritornare subito indietro oppure seguire il tracciato che, dopo aver oltrepassato una frana di lastre granitiche conduce in circa 1 km alla Foce delle Filicaie, spartiacque tra i versanti settentrionali e meridionali del Monte Capanne dove la GTE si biforca in GTE Nord e GTE Sud. Tra i Parchi Nazionali italiani, quello dell’Arcipelago Toscano è stato il primo a dotarsi di una mappatura genetica della fauna di farfalle utilizzando la tecnica del DNA-barcoding, basata sul sequenziamento di un piccolo frammento di DNA mitocondriale formato da 658 paia di basi. La sequenza di basi del DNA mitocondriale di un individuo permette non solo di riconoscere la specie di appartenenza, ma spesso di identificare anche la popolazione di cui esso fa parte. Per approfondimenti si consiglia la lettura di “Le farfalle dell’Arcipelago Toscano” della collana “I Quaderni del Parco”.

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Ultimo aggiornamento
24 Aprile 2026, 15:04
Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Parco Nazionale Arcipelago Toscano 











