ISOLE RARE tra i progetti di eccellenza nel volume NBFC–CNR sulla biodiversità italiana

Data:
19 Gennaio 2026

ISOLE RARE tra i progetti di eccellenza nel volume NBFC–CNR sulla biodiversità italiana

Il progetto “ISOLE RARE – Monitorare per conservare la biodiversità di specie e habitat delle Isole Toscane”, promosso dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano, è stato selezionato tra le migliori esperienze nazionali di ricerca e innovazione per la tutela della biodiversità e raccontato nel volume “Custodi. Viaggio tra natura e innovazione nelle aree protette italiane”, curato da Claudia Gorga, Costanza Majone, Norma Rosso e Giorgio Scarnecchia, pubblicato dal National Biodiversity Future Center (NBFC) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Il volume “Custodi. Viaggio tra natura e innovazione nelle aree protette italiane” è disponibile gratuitamente  sul sito di NBFC (www.nbfc.it/volume-custodi) e di CNR (www.cnr.it/it/new_editoriali).

Il libro raccoglie i risultati dei progetti finanziati dal NBFC – il primo centro nazionale di ricerca sulla biodiversità, sostenuto dal PNRR – che ha destinato oltre 12 milioni di euro a interventi di monitoraggio, conservazione, ripristino e valorizzazione della biodiversità in 75 aree protette italiane, tra cui 16 Parchi Nazionali. Tra queste esperienze di eccellenza figura anche ISOLE RARE, riconosciuto come modello di integrazione tra ricerca scientifica, gestione del territorio e coinvolgimento delle comunità locali. Un riconoscimento che si aggiunge a quello già ottenuto nel novembre 2023, quando il CNR,  tra  le 85 candidature presentate al bando pubblico assegnò  il primo posto a questo progetto.

Di seguito il testo dedicato al progetto nel libro di NBFC e CNR:

Nel Mar Tirreno, tra la costa toscana e la Corsica, si estende l’Arcipelago Toscano: un sistema insulare complesso e ricco di biodiversità. La sua particolarità deriva dalla combinazione di fattori geologici, morfologici e biogeografici che hanno modellato popolamenti faunistici e floristici unici. La vasta rete di tutela che lo interessa – Parco Nazionale, Riserva MAB (area protetta riconosciuta dal programma Man and the Biosphere dell’UNESCO), siti Rete Natura 2000* e Santuario Pelagos – ne fa un contesto privilegiato per la sperimentazione di strategie di conservazione. È in questo scenario che si sviluppa il progetto ISOLE RARE, concepito per rafforzare le conoscenze scientifiche, affinare gli strumenti di gestione e coinvolgere le comunità locali nella tutela del patrimonio naturale delle isole di Capraia, Pianosa, Montecristo e Giglio.

Una delle linee principali del progetto riguarda lo studio degli effetti del cambiamento climatico sugli habitat terrestri. In questo ambito, i tecnici analizzano le variazioni nella copertura vegetazionale di Montecristo utilizzando serie storiche di dati satellitari e operano rilievi floristici sul campo, volti a caratterizzare la biodiversità attuale e a modellarne le traiettorie evolutive, così da definire modelli predittivi e adattivi per la gestione. Un altro fronte di ricerca riguarda l’ambiente marino. Le acque protette intorno a Montecristo vengono studiate tramite il metabarcoding su DNA* ambientale (eDNA)*, metodologia innovativa che consente di rilevare la presenza di specie – incluse quelle rare, elusive o alloctone – attraverso tracce genetiche presenti nell’acqua e di aggiornare, in modo non invasivo, la conoscenza sulla biodiversità, con particolare attenzione alle specie termofile e a quelle aliene*, indicatori significativi dell’impatto climatico sugli ecosistemi.

Sul versante faunistico, il progetto dedica particolare attenzione al discoglosso sardo (Discoglossus sardus), un anfibio a distribuzione ristretta e sensibile alla perdita di ambienti umidi. Grazie ad analisi genetiche*, si studia la divergenza e la variabilità delle popolazioni insulari, al fine di valutarne l’unicità e i trend demografici, in modo da programmare interventi mirati di conservazione, come la creazione di nuovi punti d’acqua riproduttivi artificiali, come già sperimentato con successo dal Parco Nazionale. Grande attenzione è poi dedicata all’avifauna. Il falco pescatore (Pandion haliaetus), classificato come “In Pericolo Critico” nella Lista Rossa IUCN Italia*, è da anni oggetto di un programma di conservazione condotto dal Parco insieme ad altre aree protette in Toscana e in Sardegna. Grazie a questi sforzi, la specie ha ripreso a nidificare anche nell’Arcipelago Toscano e i nidi sono oggi sorvegliati da telecamere a infrarossi per il monitoraggio 24 ore su 24, che consentono di raccogliere dati sul comportamento e sul successo riproduttivo. Inoltre, tutti i pulli nati vengono dotati di GPS e, grazie al progetto, si stanno utilizzando modelli nuovi, più leggeri e duraturi, utilizzabili anche per gli adulti.

Parallelamente, sull’isola di Pianosa prosegue un tentativo di reintroduzione del barbagianni (Tyto alba), estinto localmente dopo un intervento di eradicazione del ratto nero. Sono stati rilasciati otto esemplari marca ti con GPS con l’obiettivo di studiarne comportamenti e spostamenti. 

Infine, sull’isola di Capraia, si svolgono le campagne stagionali di inanellamento degli uccelli, finalizzate a migliorare la comprensione dell’importanza del luogo come punto di transito lungo le rotte migratorie. Ancora, si sta conducendo un’indagine sull’impatto del bycatch, la cattura accidentale di uccelli marini durante la pesca, con il coinvolgimento diretto dei pescatori professionisti locali, così da stimolare l’adozione di tecniche meno impattanti, in un’ottica di cooperazione tra conservazione e attività economiche tradizionali.

Proprio a Capraia, centro attivo per le attività scientifiche sul campo e sede di un Centro di Educazione Ambientale del Parco, è in realizzazione anche un nuovo spazio espositivo multimediale. L’allestimento, pensato per un pubblico eterogeneo, valorizza, grazie a tecnologie immersive, l’ecologia delle specie target del progetto e la complessità paesaggistica dell’isola. Il centro sarà inoltre connesso al sistema di videosorveglianza ambientale del Parco, permettendo di mostrare in tempo reale immagini da nidi, aree marine e altri habitat sensibili.

ISOLE RARE, con tutte le sue attività, rappresenta un modello di gestione integrata che, affrontando numerose questioni diverse, unisce innovazione tecnologica, ricerca applicata e partecipazione civica, rafforzando la capacità del territorio di adattarsi ai cambiamenti e di valorizzare, con consapevolezza, la propria biodiversità.

NBFC e CNR”

copertina del volume

quarta copertina volume

Ultimo aggiornamento

19 Gennaio 2026, 11:33