• sentieri

Pianosa - Percorso per Punta Secca

Lunghezza: km 4 (andata e ritorno)
Dislivello totale in salita: 16 m
Tempo medio di percorrenza: 1,30
Difficoltà: facile.

Pianosa è la più piatta tra le terre dell'Arcipelago Toscano. Totalmente inclusa nel territorio del Parco, l'isola è stata chiusa al turismo fino al 1998 poiché sede di un'importante colonia penale agricola e carcere di massima sicurezza che ne occupava quasi l'intera superficie. Fino ad allora il territorio isolano era diviso in due realtà separate da un grande muro in cemento armato: la grande zona carceraria e la più piccola porzione del paese, il nucleo abitato dal personale del carcere e da quanti svolgevano servizi per la comunità. Dopo la dismissione del carcere, Pianosa è rimasta pressoché disabitata e solo nel 1999 è stata aperta alle visite guidate. E' opportuno ricordare che il territorio dell'ex colonia penale agricola può essere visitato solamente con l'accompagnamento di guide escursionistiche ambientali che propongono diversi itinerari all'interno dell'area protetta alla scoperta dei paesaggi dell'isola.

Come si raggiunge

Tutte le escursioni guidate, tra le quali anche quella per Punta Secca qui descritta, partono dal vecchio nucleo abitato, poco lontano dal molo dove attracca il piccolo traghetto che collega Marina di Campo a Pianosa.

Cosa si può osservare

Lasciato il paese e le barriere, la più antica costituita da strutture ottocentesche a separazione del nucleo abitato dalla zona detentiva, ci possiamo addentrare nel territorio dell'ex colonia penale agricola: qui si trovano cinque edifici carcerari, le cosiddette diramazioni della casa di reclusione, circondate da campi coltivati dagli stessi detenuti. Ci dirigiamo verso sud per passare davanti alla Diramazione Centrale, la prima struttura detentiva realizzata nella seconda metà dell'Ottocento. La via ci porta in breve a lambire il mare presentandoci alcune straordinarie vedute sulla rocciosa costa orientale isolana. Emozionanti sono i panorami marini con le piccole baie fiancheggiate da una sorprendente vegetazione litoranea e delineate dalla chiara roccia calcarea che s'immerge in un'acqua dai riflessi turchesi e smeraldini. Sono queste le vedute più suggestive che ci accompagneranno fino alla meta, Punta Secca, che già s'intravede a sud. Siamo circondati dalla macchia mediterranea con lentischi, ginepri ed altri arbusti, flora prodiga di mille fioriture nella stagione primaverile e mille aromi nell'intero anno. Più avanti la vegetazione arbustiva si alternerà alle pinete di pino d'Aleppo, realizzate al tempo della colonia penale. Durante il cammino sotto i nostri piedi affiorano gli strati di roccia sedimentaria ricca di conchiglie fossili, testimonianza dell'origine marina della struttura geologica isolana. La costa si protende ancora un po' verso est creando il promontorio di Punta Secca, che prende il nome dal banco roccioso che emerge nelle vicinanze. Da qui, verso nord, ci si presenta l'ampio golfo chiuso dalla penisola del paese e dall'isolotto della Scola mentre, guardando a sud, scorgiamo le più alte scogliere della costa orientale che conducono verso l'estremità di Punta Brigantina.

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