Forte Inglese NAT-LAB laboratorio naturalistico

 

Il Forte Inglese - Di proprietà del Comune di Portoferraio, è una struttura difensiva del ‘700, realizzata per volere di Cosimo III Granduca di Toscana al fine di proteggere la città.
Ampliato da Napoleone durante il suo esilio all’Elba, il Forte è stato utilizzato in molti modi fino al recente restauro. Oltre alla valenza storica dell’edificio, il Forte si apprezza anche per la posizione panoramica che permette di dominare la città e la rada di Portoferraio. Si trova sulla sommità della collina di San Rocco a Portoferraio. Da qui si può godere di una bellissima vista su parte della città rinascimentale e sul golfo di Portoferraio. E’ facilmente raggiungibile tramite diverse vie cittadine. La soluzione più semplice per raggiungerlo è prendere da Via Carducci la deviazione per Via San Rocco. È accessibile attraverso un ponte in cemento (che venne costruito per sostituire il vecchio ponte levatoio).

La fortezza nel sottosuolo conserva, probabilmente, ancora dei passaggi che porterebbero verso il mare e verso la periferia di Portoferraio.

Napoleone, al suo arrivo come sovrano dell'Elba nel 1814,  decise di riportare il Forte Inglese a nuova vita, lo fece ingrandire e ci fece collocare un grande numero di cannoni, oltre che destinarci numerosi ufficiali e soldati a presidio. Napoleone riteneva infatti che il Forte Inglese fosse molto importante per la difesa della città e del porto e pensava che sarebbe dovuto diventare la sede della sua grande flotta imperiale quando sarebbe tornato Imperatore di tutta Europa.

Nel 1861 a seguito dell'Unità d'Italia in tutta la penisola nasce e cresce il fenomeno del brigantaggio e in questa occasione il Forte Inglese diviene la sede dei domiciliari coatti. Prima di essere definitivamente trasferito nella Torre della Linguella all'interno del carcere venne rinchiuso, anche se per poco tempo, Giovanni Passanante (autore del fallito attentato al re Umberto I) costretto ai lavori forzati nelle saline di Portoferraio.

Durante la II^ Guerra Mondiale all'interno del Forte fu installata una batteria antiaerea. In seguito divenne sede abitativa per molte famiglie portoferraiesi che cercavano rifugio a causa dei bombardamenti aerei e rimase una sistemazione di fortuna per famiglie povere o bisognosi senza alloggio fino ai primi anni '80. In seguito il complesso storico fu sede a numerose associazioni, artisti locali e di una radio locale.

Il progetto di restauro e recupero del Forte Inglese è terminato nel febbraio del 2015. Grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Portoferraio e ai finanziamenti del Parco Nazionale, il Forte sta vivendo una nuova stagione di attività.

ORARI DI APERTURA 
Dal 1 marzo al 14 giugno
ogni fine settimana dalle 16:00 alle 18:00
Dal 15 giugno al 15 settembre
tutti i giorni dalle 18:00 alle 20:00
Dal 16 settembre al 31 ottobre
ogni fine settimana dalle 17:00 alle
20:00
Dal 1 novembre al 1 marzo
apertura in base al calendario eventi
informazioni: Info Park Portoferraio


Il NAT-LAB è il nuovo laboratorio naturalistico realizzato al Forte Inglese (Portoferraio), nel 2019 da World Biodiversity Association in collaborazione con Il Parco Nazionale.

Presso il NAT-LAB è conservata la più importante collezione entomologica di specie presenti nell’Arcipelago Toscano. Qui i ricercatori naturalisti stanno lavorando alla creazione di altre
raccolte zoologiche e botaniche dedicate all’Arcipelago Toscano. Il NAT-LAB favorisce la condivisione dei saperi, grazie ad un’aula didattica dedicata alla valorizzazione del patrimonio
ambientale locale dove, su prenotazione, è possibile svolgere attività di laboratorio e studio sotto la guida esperta del Curatore.


Laboratori e visite guidate con piccole osservazioni naturalistiche ed esperienze durante il periodo estivo dalle 18:00 alle 20:00 nelle seguenti date:
17 giugno; 1, 15 e 29 luglio; 12 e 26 agosto. Su prenotazione, partecipazione gratuita.

 

 

PROGETTO ALIENE (LIFE ASAP) - Presso Forte Inglese è disponibile uno speciale allestimento multimediale che consente di approfondire, tramite l’uso di visori, la
conoscenza delle specie aliene del nostro territorio, diventando così sentinelle virtuali della biodiversità: giocando con la realtà aumentata si impara a riconoscere le specie aliene del
Parco, a scovarle nell’ambiente circostante e a valutare i rischi e le minacce ambientali connessi alla loro diffusione

 

 

 

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