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Piante endemiche dell’Arcipelago toscano

La relativa vicinanza al continente ed il fatto che alcune isole dell’Arcipelago toscano, compresa l’Elba, siano rimaste unite per lunghi periodi, costituendo una sorta di promontorio proteso verso la Corsica, ha determinato una scarsa presenza di endemismi assoluti, ovvero di piante ed animali esclusivi di una o più isole. Ma, come spesso succede sulle isole, la tendenza alla speciazione e alla conservazione relittuale di specie altrove scomparse, è più forte rispetto alle aree continentali. Nello specifico le nostre isole ospitano una flora tipicamente a macchia mediterranea, con una notevole presenza di endemismi sardo-corsi, soprattutto nelle isole più occidentali, rimaste più a lungo isolate quali Capraia e Montecristo, nonché nella zona occidentale del Monte Capanne all’isola d’Elba. Fin dalla nascita, le isole dell’Arcipelago sono state condizionate dalla loro posizione intermedia tra il continente e le due grandi isole di Sardegna e Corsica.

Alcune piante, superato il braccio di mare che divide la Corsica dall’Arcipelago, ne hanno colonizzato le aree più occidentali, tra queste ricordiamo il giglio stella (Pancratium illyricum), anche se la denominazione "giglio" mal si addice a questo splendido fiore candido che appartiene alla famiglia delle amarillidacee. Lo si può vedere fiorito in maggio sulle rocce e nelle valli umide nella parte sud occidentale del Monte Capanne e a Capraia. Anche la borragine di Sardegna (Borago pygmaea) fa parte di questo contingente di piante sardo-corse approdate su Capraia.

Infine ricordiamo la menta di Montecristo (Mentha requienii), piccolissima labiata diffusa, oltre che in Sardegna e Corsica, anche nelle isole di Caprera, Maddalena e, naturalmente, Montecristo. Recenti ricerche hanno identificato questa menta anche a Capraia, dove però si presenta in una nuova sottospecie denominata bistaminata, a causa di una riduzione del numero degli stami e dei lobi corollini. La componente endemica esclusiva delle isole toscane appartiene a poche specie che si stanno rapidamente evolvendo, per lo più facenti parte dei generi Limonium e Centaurea. Alcune specie del genere Limonium presentano piccole differenze difficilmente rilevabili ad occhio nudo ed hanno il loro areale ristretto al territorio di una sola isola, da cui prendono il nome, come Limonium ilvae per l’Elba, L. dianium per Giannutri, L. gorgonae per Gorgona, L. planesiae per Pianosa. Vi è una specie, L. doriae, esclusiva degli scogli delle Formiche di Grosseto; a Giglio e a Giannutri vive L. multiforme var. sommieriana, mentre a Capraia troviamo di nuovo un endemismo sardo-corso, L. contortirameum.

Tutte queste specie hanno la straordinaria capacità di colonizzare i primi tratti di scogliera, dove sono raggiunte dagli spruzzi d’acqua marina: una condizione che pochissime piante rupicole riescono a sopportare. Per quanto riguarda il genere Centaurea, l’Arcipelago toscano vanta tre endemismi esclusivi: C. gymnocarpa, dalle foglie di un bel grigio perla, denominata anche fiordaliso di Capraia è presente solo sulle scogliere settentrionali di quest’isola; mentre le altre due specie vivono all’Elba e si distinguono facilmente perché occupano due areali differenti: il fiordaliso dell’Elba (Centaurea aetaliae) si rinviene nella parte centro-orientale dell’isola; il fiordaliso del Capanne (Centaurea ilvensis), è invece diffuso solo sulla montagna e si spinge fino alle scogliere di Punta Nera, estremo occidentale dell’isola.

La montagna dell’Elba custodisce anche un altro endemismo: Viola corsica subsp. ilvensis, che condivide col fiordaliso lo stesso habitat. Dal tipico colore cobalto può sfumare in un turchino chiarissimo o in un giallo saturo, fino al bianco candido. Splendide le fioriture di maggio all’interno dei cuscini spinosi della ginestra Genista desoleana. Infine, recentemente sulla montagna elbana (M. Capanne) è stato scoperto un nuovo endemita che fiorisce all’inzio della primavera: lo zafferano dell’Elba (Crocus ilvensis). Ma se tra tutte dovessimo scegliere una pianta a rappresentare la flora dell’Arcipelago, la scelta cadrebbe sicuramente sulla linaria (Linaria capraria). Essa vive su cinque delle sette isole: Elba, Capraia, Giglio, Montecristo, Pianosa e su alcuni isolotti; è molto diffusa sulle scogliere e sulle rupi dell’entroterra, come sulle mura degli antichi borghi insulari.

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