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Elba - Percorso dell'Enfola

Lunghezza: 2,5 km
Dislivello totale in salita: 220m
Tipologia: escursionistico
Tempo medio percorrenza: 2h 30 min
Difficoltà: percorso breve con fondo buono e medio dislivello.

Come si raggiunge

EnfolaQuello dell'Enfola è sicuramente uno dei promontori più caratteristici dell'Elba per l'alto valore paesaggistico e per la ricchezza di storia naturale e dell'uomo, che vanno incontrandosi su questa punta occidentale della grande penisola al centro dell'Elba settentrionale. Seguendo la costa da Portoferraio verso Ovest, oltrepassate le bianche scogliere di Capo Bianco e dell'Acquaviva, è l'Enfola a concludere il segmento di falesie e piccole spiagge esposte a Nord, delimitando ad Est un'ampia baia che è chiusa a Sud Ovest dal massiccio granitico del Monte Capanne. Per chi vi si dirige in auto raggiungere l'Enfola è molto facile con la comoda strada provinciale  n. 27 che termina proprio sull'istmo e che collega il promontorio con il resto dell'isola. Lasciata l'auto nel piazzale ci troviamo con il mare da una parte e dall'altra, e dunque due piccole spiagge: una che guarda verso Nord-Est e una verso Sud Ovest.

Fino ad alcune decine di anni fa le spiagge ed il piazzale erano occupati da una tettoia con i relitti di grandi barconi e altre attrezzature della tonnara. Era qui infatti il Marfaraggio, cioè la base a terra dell'attività della pesca del tonno, e sempre sull'istmo è visibile l'ex stabilimento per la lavorazione ed inscatolamento del pesce, oggi restaurato a cura del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano. Davanti all'Edificio della Tonnara inizia il nostro sentiero, che ci guiderà nel territorio del Parco, sulla sommità del Monte Enfola, a circa 130 metri sul livello del mare.

Cosa si può osservare

Lasciata la casa della Tonnara, sulla sinistra iniziamo a salire per una strada carrozzabile, fiancheggiata da roccia viva, macchia mediterranea e da muretti a secco. La geologia è uno dei motivi d'interesse durante l'escursione. Il monte è costituito da graniti porfiroidi, le prime iniezioni magmatiche del plutone del Capanne, che hanno poi trascinato con loro le rocce sedimentarie preesistenti, tuttora visibili e affioranti a tratti lungo il cammino.

 Dopo poche centinaia di metri in leggera salita, ci accorgiamo subito che si tratta di un percorso unico per scenario e profumi. Su questo grosso "scoglio" in mezzo al mare siamo nel regno della macchia mediterranea, con i suoi colori ed i suoi odori. Ai bordi della via osserviamo i rosmarini dal portamento prostrato, con i loro effluvi che salgono insieme all'aria calda formatasi lungo il versante sud, e poi lentischi, alterni, mirti, ginestre, filliree, lecci, corbezzoli ed eriche dai tronchi annosi e piegati dal vento. La strada sale con ampi zig zag sul fianco della collina, offrendoci scorci mozzafiato verso Sud sul Golfo del Viticcio e verso il Capanne, o verso Nord-Est sulle le scogliere portoferraiesi, Monte Grosso, il Canale di Piombino ed il continente, che appare nitido nelle giornate più serene.

Nella nostra ascesa iniziamo a trovare i resti di quello che era un importante sistema difensivo risalente alla prima metà del XX secolo: la batteria costiera "De Filippi". Incontriamo così sulla nostra via i ruderi degli alloggi degli ufficiali, la cabina d trasformazione, la centrale elettrica e le cisterne.

Dopo la struttura della cisterna c'è un punto panoramico con alcune sedute realizzate con pietra e tronchi di pino: il luogo presenta una vista grandiosa sul mare ed sulla costa settentrionale della penisola portoferraiese.

Alla sua ultima curva la strada carrozzabile è scavata nella roccia viva. Poco dopo termina la più ampia viabilità e inizia il sentiero che gira intorno al monte Enfola. Passiamo davanti a quella che era la polveriera, opportunamente celata e scavata nella dura roccia di origine magmatico.

 Poco oltre si possono vedere, nascosti nella macchia, i resti del basamento del deposito dei proiettili. In questo punto ci troviamo ancora in presenza di diverse piante di pino. Il sentiero è pulito ed è marcato con i classici segnali bianchi e rossi . Più avanti lasciamo il gruppo di pini e veniamo circondati dalla macchia mediterranea, così ricca di fioriture a primavera. Davanti, guardando a meridione, vediamo il mare e possiamo spaziare con lo sguardo lungo la costa del Viticcio fino a Sant'Andrea. Sotto, alla base del promontorio lo scoglio dello Schiappino, uno dei due isolotti intorno all'Enfola. Poco più avanti il viottolo gira pian piano verso Ovest e ci appare, nelle giornate limpide il disegno della Corsica con i suoi rilievi  e più vicina, a Nord- Ovest, l'antica isola vulcanica di Capraia. Qui la via è fiancheggiata da un boschetto di ginepro fenicio. Poco prima di girare verso Nord le caratteristiche del terreno cambiano e riaffiora per un tratto l'antica roccia sedimentaria. Con il cambiamento di esposizione passiamo ad un microclima più fresco ed il bosco di leccio, erica e corbezzolo si fa più alto. Un bunker con la piazzola per il cannone della vecchia batteria fiancheggia il percorso. Inizia la discesa con un microclima ancora più fresco ed umido. Per terra all'inizio della primavera è possibile anche trovare gli anemoni dell'appennino in fiore.

In fondo alla  discesa  è situato il bivio per Capo d'Enfola, dopodichè il sentierino risale fino ad arrampicarsi  portando, con alcuni zig zag  tra la macchia e la pineta, nuovamente sulla strada ampia in prossimità di quelli che una volta erano i servizi igienici della struttura militare.

Il bivio per Capo d'Enfola

Al bivio, nel boschetto in pieno microclima fresco lungo il versante Nord, parte il viottolo che conduce all'estremità Nord-Occidentale del promontorio: il cosiddetto Capo d'Enfola.

Il bivio per Capo Enfola

Il sentiero scende subito lasciando il fresco del bosco per uscire in una macchia bassa di erica, ginepro e Barba di Giove dai fusti modellati dal vento. La vegetazione non può essere alta, dato che il pendio è investito dal frequente ed impetuoso maestrale e anche dalla violenta tramontana, specialmente nelle stagioni più fredde.

La discesa si fa più ripida e bisogna fare attenzione ai nostri passi che a volte incontrano la nuda roccia coperta da uno strato di licheni, estremamente scivoloso nelle giornate umide. Giungiamo in una gariga ad Elicriso, Cineraria, Medicagine Marina e Critmo. Sono le uniche piante che qui riescono a sopportare lo spray salino polverizzato dalle mareggiate. E proprio qui che troviamo una colonia di gabbiani reali. Non disturbiamoli, specialmente se hanno i nidi e i piccoli pulcini.

Eccoci sulla punta del promontorio, dove era la fotocellula della batteria costiera. Davanti a noi il mare ed il caratteristico scoglio denominato la Nave.

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Dati del Percorso:

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Ubicazione: Nord-Est dell'isola d'Elba.
Coordinate geografiche: partenza 42.°49'30.38" 10°16'08.73"
Coordinate geografiche: arrivo 42.°49'30.38" 10°16'08.73" (percorso ad anello)
Comune: Portoferraio
località partenza: piazzale parcheggio antistante le spiagge dell'Enfola
Segnaletica: presente
Segnavia: presenti (bianco-rosso)

Accesso: Strada provinciale n.27 Ponte del Brogi - Enfola-Viticcio, poi seguire le indicazioni per Enfola
Fondo: misto:terra,pietrisco,
Quote: min 0 m, max 125 m.

Lunghezza del percorso: 2,5 chilometri. 3 se si arriva a capo enfola
Dislivello totale in salita: 220 m
Tempo di percorrenza: 2,5 ore

Area sosta: 1 panchina e grosse pietre a mò di panchina in punti panoramici sotto i pini
Punti panoramici: vista mare sia lato nord che sud
Presenza acqua: no
Vista mare: si per oltre 80% del percorso

Vista isole: Capraia, Corsica e Gorgona (se visibilità perfetta)

Difficoltà: medio, facile
Per chi: tutti
Attrezzatura: abbigliamento comodo, binocolo

Periodo: sempre
Vegetazione: macchia mediterranea
Ombreggiamento: 10%

Bibliografia: nn
Indirizzi utili: campeggio aperto fino a ottobre, ristorante (chiuso fuori stagione)

Un facile sentiero che conduce quasi fino allo scoglio della "Nave". Si parte da una strada carrabile che porta alla sommità del promontorio dell'Enfola da dove si accede all'anello che porta anche alla deviazione verso Capo Enfola. Durante il percorso si possono vedere da vicino alcuni manufatti risalenti all'ultima guerra.

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