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Orto dei Semplici Elbano

L'Orto dei Semplici Elbano si trova a circa 260 m s.l.m., lungo la strada comunale che collega Rio nell’Elba a Nisporto. Vi si accede, dopo aver lasciato l’auto in un piccolo spiazzo, attraverso un breve viottolo pedonale e sterrato, ombreggiato da un filare di cipressi, lato mare, e da un’odorosa e colorata macchia mediterranea, lato monte Serra.

Al termine della stradina il visitatore è accolto in un ampio prato prospiciente l’antico Eremo di Santa Caterina, a sinistra del quale si trova l’Orto.

All’interno dell’Orto l’area è organizzata in 10 sezioni tematiche e gli elementi costitutivi utilizzati per delimitarne gli spazi, i camminamenti e le zone di sosta sono principalmente in pietra, tufo e legno, materiali in armonia con le caratteristiche naturali e la spiritualità del luogo. I dieci horti sono: la macchia mediterranea, il pergolato, la flora delle dune marine, le piante sacre delle civiltà antiche, le piante degli antichi giardini elbani, il labirinto, l’anfiteatro, il giardino delle farfalle, il frutteto e il campo grande.

L'Orto, nato da un’idea sviluppata dai Proff. Garbari e Corsi valenti biologi dell’Università di Pisa, si è assunto nel tempo il ruolo di conservare e valorizzare le specie di interesse naturalistico, farmaceutico, agrario e forestale dell’Arcipelago, inserendosi perfettamente nelle molteplici attività istituzionali del Parco Nazionale e in particolare nella tutela delle risorse naturali, espressione più significativa della biodiversità insulare.

L’attività presso l’Orto dei Semplici è stata avviata e mantenuta nel tempo, in primis, grazie a iniziative di carattere privato, dal 2012 con il supporto del Comune di Rio nell’Elba e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

In uno specifico frutteto o meglio campo catalogo, per utilizzare il termine agronomico più corretto, sono state messe a dimora, a cominciare dal 2000, le principali specie da frutto coltivate e le relative varietà (susino, pero, pesco, ciliegio, mandorlo, vite ecc.), molte delle quali rappresentano delle entità agronomiche di pregio e peculiari dell’economia isolana.

Nel triennio 2011-2013 con il progetto “Censimento, caratterizzazione e valorizzazione del patrimonio frutticolo autoctono dell’isola d’Elba” coordinato dal Prof. Agostino Stefani della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sono state catalogate numerose varietà di frutta ed ecotipi locali tradizionalmente coltivati nel territorio elbano. La ricerca ha evidenziato oltre 60 accessioni tra pomacee (meli e peri), drupacee (susine, pesche, ciliegie ed albicocche) e moracee (fichi). L’Orto dei Semplici, attraverso il potenziamento del campo catalogo dei fruttiferi, illustrante le tradizioni agricole ed etnobotaniche dell’Elba e in parte dell’Arcipelago Toscano, si è infine candidato come sezione ufficiale della Banca del Germoplasma Toscano, funzione che migliorerebbe il proprio ruolo in ambito formativo, culturale e turistico.

Orari di apertura

  • da aprile a giugno (da giovedì a domenica) 11.00-18.00
  • da luglio a settembre (tutti i giorni escluso il lunedì) 15.00-20.00
  • da ottobre a novembre (da venerdì a domenica) 10.00-13.00

In caso di pioggia l’orto è chiuso.

Progetto Conservazione patrimonio frutticolo elbano

A fianco all’Orto dei Semplici si trova L’Eremo di Santa Caterina d’Alessandria, situato sulle pendici del Monte Serra a circa 2 km da Rio nell’Elba, sorge in un’area abitata fin dall’antichità. La chiesa attuale risale al 1624 ed è stata costruita sopra una struttura più antica di almeno due secoli in seguito ad un’apparizione miracolosa ad un pastore. La facciata presenta un timpano interrotto all’apice mentre l’interno, ad una navata e con soffitto a capriate, culmina in un altare fiancheggiato da colonne in pietra scura provenienti da cave locali. La chiesa è sormontata da un tozzo campanile. Per due secoli, tra il 1700 e il 1800, il Santuario è stato abitato da eremiti, tradizione seguita da un lungo periodo di abbandono fino al restauro attuato nel 1989. Qui i marinai erano soliti portare i loro ex-voto per ringraziare la Santa dei pericoli scampati in mare. Ogni anno, il lunedì di Pasquetta, i riesi si recano all’Eremo per celebrare la festa della sportella, dolce tradizionale le cui origini sembrano risalire ad un rito pagano legato alla primavera e alla fertilità. Nella chiesa, ancora consacrata, si tengono mostre e concerti estivi.

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