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Uccelli migratori

Il viaggio spettacolare degli uccelli migratori

Da sempre l'uomo è affascinato dal volo degli uccelli. E' straordinaria la loro capacità di compiere lunghi viaggi per raggiungere mete lontane. Il fenomeno delle migrazioni aveva stupito già Aristotele che, osservando le rondini scomparire alla fine dell'estate, immaginava si ricoverassero in qualche luogo inaccessibile sul fondo delle paludi. Ci sono voluti molti secoli per arrivare alla comprensione del fenomeno delle migrazioni: molte specie di uccelli risiedono solo temporaneamente nei luoghi di nidificazione poiché al termine del periodo riproduttivo si trasferiscono in aree di svernamento situate a grandi distanze. I piccoli uccelli effettuano queste trasferte aiutandosi solo con il battito delle ali, mentre i rapaci e i grandi veleggiatori sfruttano le correnti termiche che si formano lungo gli stretti.

Imprese straordinarie

San Benedetto la rondine sotto il tetto! Questo detto popolare ricorda che a metà marzo tornano le rondini e vanno proprio a ricercare i nidi che avevano lasciato l'anno precedente. I balestrucci ricominciano a sistemare le coppe di fango sotto i cornicioni mentre i rondoni, più tardivi, arrivano ad aprile. Tutti questi uccelli hanno fatto un viaggio faticoso. Sono partiti dal cuore dell'Africa, dove hanno trascorso i mesi invernali e poi si sono messi in volo per raggiungere nel minor tempo possibile i luoghi dove sono nati. Pensate a quanto tempo è necessario per fare una trasvolata con un jet che viaggia a 900 Km all'ora! Immaginate che le piccole bestiole si muovono senza alcuna protezione in mezzo alle forze della natura. Il loro motore è un cuore che batte senza tregua e il carburante sono i muscoli del petto che azionano i colpi d'ala. Solo uno su due riuscirà nell'impresa e dovrà fare molta attenzione a trovare possibili ricoveri temporanei per ripararsi dal maltempo. Minuscoli volatili del peso di appena 20 grammi possono compiere 10.000 Km in circa 20 giorni!

L'atterraggio sulle isole del Mediterraneo

I piccoli uccelli migrano su largo fronte e attraversano il Mediterraneo dalle coste del Nord Africa per proseguire la rotta verso Nord. Alcuni arrivano fino al Circolo Polare, ma molti si trattengono nella fascia meridionale europea e si disperdono nell'entroterra del vecchio continente. La particolare posizione dell'Italia, allungata in mezzo al mare con il suo corredo di grandi e piccole isole, rende il nostro paese particolarmente  interessante per le rotte di migrazione. Gli uccelli arrivano dal mare spesso esausti e hanno bisogno di recuperare energie. Con la ricerca scientifica si è visto che i migratori hanno preso a sfruttare il nettare delle fioriture precoci;  facendo rifornimento di zuccheri hanno a disposizione nuova energia per compiere l'ultimo sforzo prima di insediarsi. Le isole, dunque, sono molto importanti perché funzionano come zattere in mezzo al mare dove i migratori possono sostare per riprendersi dalla fatica.

Zone di Protezione Speciale lungo le rotte mediterranee

Le rotte di navigazione sono oggi ben conosciute grazie alla ricerca compiuta dagli ornitologi che catturano e marcano con piccoli anelli di metallo centinaia di migliaia di piccoli uccelli per conoscere le loro modalità di spostamento. Questo studio avviene principalmente sulle piccole isole e permette di acquisire informazioni utili per una maggiore tutela dei migratori. L'Unione Europea già dal 1979 aveva emanato una Direttiva per istituire luoghi sicuri di protezione lungo le rotte di migrazione. In seguito all'applicazione di normative più recenti oggi sono state individuate le ZPS, cioè Zone di Protezione Speciale che funzionano come luoghi di rifugio per ospitare le popolazioni migratrici. In Italia, proprio per la grande importanza naturalistica della penisola, sono state istituite diverse aree ZPS. Tutte le piccole isole dell'Arcipelago toscano e alcune aree dell'Elba sono Zone di Protezione Speciale dove vengono applicate specifiche misure di conservazione.

La conservazione del patrimonio naturale e l'obiettivo del Parco Nazionale

In primavera le isole dell'Arcipelago ospitano tanti turisti con le ali. E' molto interessante praticare il birdwatching perché si possono fare con facilità osservazioni di tante specie diverse, alcune anche molto rare. Per cominciare è utile avere un binocolo e una piccola guida tascabile con le illustrazioni colorate per facilitare il riconoscimento. Nei mesi di aprile e maggio si può fare così un ottimo allenamento visivo e acustico, poiché la macchia mediterranea viene invasa dai canti di quegli esemplari che hanno deciso di rimanere sul posto per cercare un partner adatto. Il Parco Nazionale ogni anno organizza escursioni guidate per scoprire la grande ricchezza naturalistica. L'Ente effettua periodi di studio e numerose ricerche sul campo. Promuove l'attività educativa con il coinvolgimento delle scuole e realizza materiale informativo per far apprezzare i gioielli dell'area protetta.

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