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La martora

La martora (Martes martes) è il più grande carnivoro e l’unico formidabile arrampicatore dell’Arcipelago toscano. Nel continente la sua consistenza numerica è andata diminuendo a causa del taglio delle grandi foreste e della spietata caccia a cui è stata sottoposta, tanto da essere considerata specie rara e da proteggere dalla "Convenzione di Berna". L’Elba è l’unica isola dell’Arcipelago dove questo mustelide risulta presente. La condizione di insularità e l’assenza di competizione con altri carnivori hanno modificato le sue abitudini, tanto che non si limita a frequentare solo le zone boscose, come sul continente, ma si distribuisce su tutto il territorio, dalle garighe costiere fino alla più alta vetta del Monte Capanne. Estremamente elusiva, evita le aree molto antropizzate e conduce, per lo più, vita notturna, ma se non disturbata dall’uomo è attiva, anche, in pieno giorno. Il suo territorio è molto vasto e viene costantemente controllato e marcato con gli escrementi depositati su massi e spazi aperti, per risultare ben visibili. A tal scopo possiede delle ghiandole perianali che producono un liquido maleodorante che emette anche in caso di paura o di dolore.

Introdotta nell’Arcipelago toscano, molto probabilmente dai romani, è sempre stata una specie considerata e cacciata per la sua pelliccia. In passato uno dei metodi di cattura utilizzava come esca un dolcetto fatto con la farina di castagne, di cui è ghiottissima. Intelligente, forte e dotata di un’agilità formidabile la martora alterna alle scorrerie sugli alberi e nel sottobosco, periodi di riposo in tane poste in cavità di vecchi tronchi, fra le radici o in anfratti rocciosi. L’attività di questo mustelide comincia dopo il tramonto, quando ha inizio la caccia. Non è difficile al tramonto scorgere la sua caratteristica forma snella dal musetto appuntito. Emette un richiamo simile a "tok-tok-tok" oltre a grugniti e borbottii e nel periodo degli amori miagola come un gatto. Gli unici predatori, presenti all’Elba, che possono infastidirla sono i rapaci notturni, ma il vero pericolo rimane l’uomo che distrugge il suo habitat mettendo in serio pericolo la sua esistenza.

Approfondimento

Dimensioni come quelle di un grosso gatto (lunghezza 70-93 cm, coda 20-25 cm, altezza al garrese 15 cm), ha una forma snella ed un muso appuntito, con occhi molto grandi ed orecchie tondeggianti. E’ dotata di una folta pelliccia e di una lunga coda che utilizza come bilanciere durante le acrobazie sugli alberi. Le sue arrampicate sono facilitate dalle zampe dotate di unghioni e dal quinto dito opponibile che agevola la presa sui rami. Il manto soffice e fitto è di colore marrone scuro, e a differenza della faina la macchia sulla gola è giallastra. Oltre ad uccelli, topi e lepri non disdegna neppure uova, frutta, rettili ed anfibi, tanto da essere considerata un onnivoro piuttosto che un vero carnivoro. Le zampe sono talmente ricoperte dal pelo che i polpastrelli delle dita si possono a mala pena intravedere. Nelle orme, questo rivestimento peloso lascia appena scorgere le impronte delle unghie, il cuscinetto plantare ed i polpastrelli.

Il periodo degli accoppiamenti cade all’inizio dell’estate, la femmina in calore lascia segnali su rami e tronchi, strofinando i genitali, più maschi vengono attratti ed aspri combattimenti nascono per la sua conquista. La gestazione dura circa 9 mesi, lo sviluppo dell’embrione avviene nell’arco di 5 mesi, ma per permettere la nascita dei cuccioli nella favorevole stagione primaverile, si assiste al fenomeno della "gestazione differita": l’ovulo fecondato in giugno-luglio si impianta sulle pareti dell’utero, ma inizia a svilupparsi solo a dicembre. Il numero di cuccioli partoriti può variare tra 2 e 7. Di solito il nido, debitamente imbottito di foglie, muschi, penne e peli della madre, non viene costruito, ma preso in prestito da qualche grosso uccello. I piccoli nascono ciechi e sono allattati per circa 8 settimane, rendendosi indipendenti al terzo mese. I giovani raggiungono la maturità sessuale intorno ai due anni e la durata massima della vita è di circa 10 anni.

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